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Tricase Puglia La Farmacia Balboa Il bar di Helen Mirren e Taylor Hackford

Farmacia Balboa bar di Helen Mirren a Tricase Puglia Foto Sergio De RiccardisBenvenuti a Farmacia Balboa
Il bar di Helen Mirren e Taylor Hackford

Il luogo odora molto di cinema. Non solo per il nome, Farmacia Balboa, che allude a esplorazioni avventure e traversate nei mari del sud, ma perché al bancone può capitare che venga a servirti il regista di Ufficiale e gentiluomo Taylor Hackford (sì, proprio lui), e ai tavoli niente di più normale che trovarsi seduti vicino a sua moglie Helen Mirren. Che, da perfetta anfitriona, ha inserito nella lista dei cocktail quello del cuore: Helen’s hanky panky (la scappatella di Helen): gin, vermut e Fernet Branca, per un mix alcolico da premio Oscar.

Helen Mirren e il marito Taylor HackfordBenvenuti nel wine cocktail bar più glamour: d’Italia? Di Puglia sicuro. Fresco d’apertura, si trova a Tricase, sofisticata enclave romana nel Salento, con le più belle ville del litorale affacciate sul porto, e un centro ricco di storia.

Non lontano da dove i coniugi Hackford hanno acquistato una masseria del Cinquecento, il loro buen retiro italiano. Farmacia Balboa, che guarda la piazza centrale e ha preso il posto della vecchia farmacia del paese, nasce dall’idea di due soci, molto più amici che soci, per la verità: Taylor Hackford appunto, e Francesco Winspeare. Foto Sergio De RiccardisIl vino li appassiona, il cinema li accomuna. Perché Francesco, imprenditore vitivinicolo (la sua azienda, Castel di Salve, ha sede a Depressa ma estimatori in tutto il mondo) è anche fratello di Edoardo, il primo cineasta della new wave pugliese, visto che parliamo di Puglia.

Il Balboa del nome, invece, si rifà a quel Vasco Núñez esploratore e conquistatore spagnolo, il primo ad aver scoperto l’Oceano Pacifico. E questo la dice lunga sullo spirito di divertimento e avventura dei due soci.
Che si sono ben divisi anche i compiti: Winspeare è il manager, insuperabile esperto di vini; Hackford è ferrato in mixology. Tra i suoi cocktail cult, rhum ambrato, passion fruit, menta e angostura. Don’t worry, be happy, è il nome: c’è un invito migliore per chi entra in un bar?

Foto Sergio De Riccardis da corriere.it  di Paola Moscardino

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