Trentino autunno di sapori

trentino1I sentieri del picnic
Settembre è ancora tempo di passaggiate e spuntini in quota. Ecco un percorso tra rifugi che organizzano merende nell’erba. A base di polenta e strudel

“Montagne magiche, da non cercare solo d’estate, la più banale delle stagioni”, ha scritto il giornalista Paolo Rumiz quando l’Unesco ha riconosciuto (26 giugno) le Dolomiti come Patrimonio dell’Umanità.

In Trentino a settembre, quando l’aria frizzante stuzzica l’appetito, i rifugi organizzano merende sull’erba e splendide passeggiate in quota. E dopo una giornata all’aria aperta, la sera si torna a valle in pensioni che sorprendono per prezzi e charme. In autunno, poi, c’è anche l’appeal degli eventi culturali: dalla grande kermesse della danza Oriente Occidente al Festival Internazionale W.A. Mozart (24-28 settembre, www.festivalmozartrovereto.com), alla mostra Capolavori della modernità. La collezione del Kunstmuseum Winterthur, che esordisce il 19 settembre al Mart di Rovereto . .

Ma il Trentino per chi ama camminare e, soprattutto, apprezza le soste golose, è altrove. Per esempio, nella Valle di Primiero, dove un percorso da gourmet tra vecchie malghe e abili chef d’alpeggio porta al cospetto delle Pale di San Martino, che dominano il Passo Rolle, piccolo nucleo abitato a 1980 metri. Per godere appieno del fascino monumentale del Cimon della Pala (3184 m), che s’infuoca al tramonto, è ideale dormire alla Capanna Cervino (2084 m). Camere doppie tutte in legno (purtroppo con bagno in comune) e ristorante che mette in tavola la tipica zuppa d’orzo o gli gnocchi di pane ai funghi e lo spezzatino di cervo. La terrazza si affaccia sulla sfilata di vette del gruppo delle Pale e sulla Catena dei Lagorai. La mattina presto si parte e dopo venti minuti si fa la prima sosta golosa a base di torta sacher e crostata con frutti di bosco alla Baita Segantini (2170 m, tel. 0439.68.251).

Da qui si scende lungo la sterrata al Pian della Vezzana fino al bivio a destra per Forcella Venegia (sentiero 749). Due ore di cammino ed ecco la Malga Venegiota (1824 m), nella bucolica Val Venegia. È una tappa molto apprezzata dai buongustai. Seduti a tavola nel prato si gustano zuppe di porcini, canederli con burro fuso, la polenta con il capriolo, il gulasch di manzo e gli immancabili affettati con i formaggi, anche a metà pomeriggio, spesso seguiti dallo strudel e dalle torte con frutti di stagione. La merenda è un’ottima ragione per fermarsi fino al crepuscolo e assistere al magico fenomeno dell’enrosadira, momento in cui le Pale di San Martino si tingono di rosa intenso con gli ultimi raggi di sole.

In alternativa, proseguendo una mezz’ora tra i pascoli si raggiunge la Malga Venegia (1778 m), altra meta per gourmet. I piatti forti sono la zuppa d’orzo, il minestrone, il cervo, e a metà pomeriggio strudel, crostate e torte di ricotta fatte in casa accompagnate da succo di sambuco.

Una camminata distensiva in pianura di circa trenta minuti al Pian dei Casoni, e con la navetta si arriva al Centro Visitatori del Parco Naturale di Paneveggio, dove vale la pena fare un giro nella Foresta dei violini, famosa in tutto il mondo per l’abete rosso usato dai liutai già ai tempi di Stradivari. Una curiosità: per la prima volta il 25 settembre e il 2 e 3 ottobre si organizzano escursioni notturne gratuite nel Parco, per ascoltare il bramito del cervo in amore (partenza alle 20.30 dal Centro Visitatori, www.parcopan.org).

Tornati a Passo Rolle (dal Parco partono navette ogni ora), per una cena tradizionale, si può prenotare un tavolo alla Malga Canali , in Val Canali, a 30 chilometri da Passo Rolle). Qui, Gianna Tavernaro prepara la polenta davanti ai clienti e poi la serve con le salsicce. Seguono la tosella del Primiero al burro, il coniglio in umido o arrosto (ma anche capretto o agnello della fattoria).

Per fare provvista di formaggi locali, c’è l’Agritur Malga Rolle, mentre da La Stüa, a San Martino di Castrozza , si trova il meglio dei tessuti tirolesi.

Per la notte, si prenotano le malghe di charme. Come la Malga Ces, nel verde, a 3 chilometri dal centro di San Martino: 7 camere graziose, ristorante e bar aperto a tutti, dove si servono ottime torte di crema e pere e gelati fatti in casa.

Accanto al Caffè Col, dagli anni Sessanta meta fissa per la merenda con coppa di yogurt di malga con frutti di bosco o castagne macerate nel miele, ha aperto il Maso Col: 8 camere spaziose e accoglienti, di cui una con il letto a baldacchino.

Per gli addicted della spa, invece, l’elegante Romantik Hotel Regina, con centro benessere a 4 stelle.

Ornella D’Alessio

da IL CORRIERE DELLA SERA


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