Traghetti troppo cari flop meno venti per cento Antonio Lubrano

Chi di prezzo ferisce, di prezzo perisce..

Leggo su “La Nuova Sardegna” oggi 10 luglio, un titolo drammatico: “I traghetti fanno flop: meno 20%. Calo allarmante degli arrivi nei tre porti del nord dell’isola”. Non più tardi di un mese fa ho registrato qui le lamentele di alcuni lettori del Journal sul “caro Sardegna”. I vertiginosi aumenti dei traghetti di tutte le compagnie di navigazione, in media del 30%, avevano provocato non poche disdette nelle località di villeggiatura dell’isola e qualche nave all’ultimo momento era stata bloccata in porto a Genova per mancanza di clienti. Ora si conoscono i primi dati ufficiali di quella che si sta rivelando una vera debacle per la Sardegna, paradiso turistico.
355mila passeggeri in meno nei primi sei mesi del 2011 nei tre porti del nord, ossia Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres. Il traffico di linea nei tre porti è calato, appunto, del 20%. Solo a Olbia si lamentano più di 700 corse in meno rispetto all’anno precedente.
La tardiva immissione sui percorsi da e per il continente di due navi della Saremar, la Scintu e la Dimonios, ingaggiate dalla Regione per frenare il crollo, a prezzi calmierati, non ha prodotto effetti entusiasmanti. Un obiettivo tuttavia i due traghetti “regionali”, chiamiamoli così, lo hanno raggiunto: quello di far abbassare di colpo i prezzi dei biglietti delle compagnie private, alcune delle quali hanno tentato di risalire la china con una campagna pubblicitaria che prometteva sconti addirittura del 50%. E tuttavia gli “aumenti sgonfiati”, come scrive La Nuova, non hanno riparato il danno già fatto.
Ed è comprensibile: le famiglie che avevano programmato una vacanza nell’isola, spaventate dalle tariffe abnormi hanno scelto di andare al mare altrove. Ora però noi ci chiediamo: che cosa immaginavano gli armatori, che i vacanzieri avrebbero subìto passivamente l’inverecondo aumento dei biglietti? E ora che sono stati costretti a ridurre, se non a dimezzare le tariffe, come giustificano la vergognosa retromarcia? Risultato: quasi tutte le loro navi viaggiano semivuote.
Non so quale esperto di economia ha detto, parafrasando il motto della spada: “chi di prezzi ferisce, di prezzi perisce”. Peccato che a rimetterci sia la Sardegna, che vede compromessa la sua estate, ossia la sua vera industria!

Di antonio lubrano  da iljournal.it

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