Il tour del Lambrusco

Vini spumeggianti: il tour del Lambrusco
Ha fatto incetta di premi a Londra. Sedotto il New York Times e ristoranti fra i più prestigiosi del mondo. È il momento di riscoprire il Lambrusco: in cantine e trattorie, da Reggio al Parmense

RITA BERTAZZONI

All’ultima edizione londinese di International Wine Challenge (Iwc) la sorpresa sono stati i frizzanti: il Lambrusco Reggiano Doc si è aggiudicato vari riconoscimenti, fra cui il premio per il miglior rapporto qualità-prezzo. Da Harrods lo si trova accanto allo Champagne, non manca nei grandi magazzini giapponesi di Isetan e nelle carte dei vini dei locali più prestigiosi, come Zafferano Restaurant e Locanda Locatelli a Londra, da Babbo e Del Posto a New York.

La chiave di questo successo di un vino da sempre per un pubblico poco esigente? “Il miglioramento qualitativo e tecnologico di molte cantine emiliane e la riscoperta del territorio”, spiega Giorgio Gianotti, presidente del Consorzio per la promozione e tutela dei vini reggiani. A Modena è nato il Simposio dei Lambruschi: otto aziende che assicurano innovazioni in cantina e valorizzazione del territorio .

Un tour del Lambrusco parte dalla cantina Medici Ermete di Reggio Emilia, dove comprare il Concerto 2009. Questo Lambrusco Reggiano Doc sta collezionando un premio dietro l’altro, fra cui il prestigioso riconoscimento Iwc Great Value Champion Sparkling e, per il secondo anno consecutivo, i tre bicchieri nella guida Vini d’Italia 2011 del Gambero Rosso .

A 16 chilometri, a Roncolo di Quattro Castella si visita l’azienda agricola Venturini Baldini, votata da anni alla coltivazione biologica. In una magnifica tenuta in collina (con oltre 150 ettari fra vigne, alberi da frutto, boschi) si acquistano vini pluripremiati come Reggiano Lambrusco Doc classico e selezione.

Il Lambrusco non manca sulle tavole dei migliori ristoranti della zona, come La Maddalena, noto per i tortelli: i più gettonati sono quelli verdi con burro e salvia, di zucca con pesto di noci, di patate con funghi porcini. Il ristorante Ca’ Matilde è il regno di Andrea Incerti Vezzani, una stella Michelin. Da assaggiare il risotto alla zucca con mortadella, pistacchi, Parmigiano Reggiano croccante e aceto balsamico.

In un quarto d’ora d’auto si arriva alla cantina Albinea Canali per far incetta di rossi, come il Lambrusco Emilia Igt Ottocentonero, un audace uvaggio di salamino e grasparossa dal sapore fresco e armonioso, con sentori di frutti di bosco, medaglia d’oro all’International Wine Challenge.

Nelle vicinanze, l’acetaia Il Borgo del Balsamico custodisce, nel sottotetto di una splendida villa settecentesca, botticelle e tinelli del ’700 e ’800, mentre nella vecchia stalla espone balsamici tradizionali prodotti secondo il rigido disciplinare della Dop e della Igp e proposti in confezioni-gioiello.

Fuoriporta si acquistano altri vini reggiani degni di menzione: alla Cantina Sociale di Arceto  e da Casali Viticultori, che si sta affermando per il recupero e la valorizzazione di alcune cultivar autoctone, fra cui l’uva spergola.

Nella città del Boiardo il Ristorante Bosco propone paste fatte in casa, salumi, cappelletti in brodo di cappone.

E nella città del Correggio, a pochi chilometri, si fa tappa alla cantina Lini 910, un secolo di storia e molti riconoscimenti: il suo Lambrusco Scuro in Correggio, profumato di violette con sentori di mora, ribes e ciliegia, è stato definito “The best Lambrusco in the world” dal New York Times.

Il fil rouge del Lambrusco porta nel Parmense, nella nuova cantina dell’Azienda Viticola Carra di Casatico, con una splendida vista sul Castello di Torrechiara. La cantina produce un sorprendente Torcularia Lambrusco, un rosso rubino fruttato con sentori di frutti di bosco.

da VIAGGI.CORRIERE.IT

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