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Torino secondo il Touring Club Italiano

Torino capitale del turismo “à la carte” attento anche ai desideri dei bambini
Il Touring Club dedica la copertina di gennaio alla città
Itinerari con i più piccoli tra giochi, storia e cucina

Elisabetta Graziani

Torino_Touring_Club_Italiano«Elegante e riservata, colta e attenta alle sollecitazioni del mondo contemporaneo», così Torino per Isabella Brega, caporedattrice di Touring. Il mensile patinato del Touring Club Italiano, realizzato in collaborazione con la prestigiosa National Geographic Society, dedica alla città sabauda la copertina del numero di gennaio. Dal Teatro dei Ragazzi al Circolo dei lettori, passando dall’arcinoto Museo del Cinema fino al meno conosciuto Museo della Scuola a Palazzo Barolo, la rivista offre un taccuino di viaggio articolato in 48 ore nelle quali fare tappa in ciascuna delle diciotto mete indicate. La presentazione al pubblico oggi, alle 16, nella sala grande del Circolo in via Bogino 9.

Si comincia alle nove del mattino di un giorno ideale. Fatta colazione in uno dei caffè storici torinesi, si è pronti a perdersi tra i vicoli della città vecchia fino a una via Barbaroux ancora sconosciuta, legata a un mondo ormai antico come quello dei giocattoli. Al civico 10 si affacciano le vetrine della famiglia Balocco, il cui destino è inscritto nel nome. Da trent’anni vendono bambole e orsi da collezione, marionette e presepi animati. Ma anche draghi e fate e tutto quanto occorra per minuscole case di bambole. Qui, tra i carillon occhieggianti dagli scaffali, vive anche un ospedale per i balocchi malati, l’unico della città.

Questa è soltanto una delle mete curiose, illustrate nel vademecum. C’è poi il Museo della frutta a San Salvario, una raccolta pomologica con più di mille frutti artificiali modellati con resina, cera e alabastro dall’artista-scienziato Francesco Garnier Valletti. Per chi invece volesse dare uno sguardo sui tetti di Torino, Touring propone di prendere il volo, restando però saldamente ancorati a terra. Nei giardini Cardinal Pellegrino, nel cuore di un quartiere contraddittorio come Borgo Dora, si libra a 150 metri d’altezza il più grande pallone aerostatico d’Europa. Sotto il suo cappello largo ben 22 metri, i più nostalgici potranno provare l’ebbrezza di innalzarsi in volo proprio come due secoli fa.

E per proseguire il viaggio a ritroso nel tempo, ecco le gallerie sotterranee utilizzate nell’assedio di Torino nel 1706, il cui ingresso è dal museo Pietro Micca in via Guicciardini 7/a.

La due giorni torinese tuttavia non è soltanto cultura e costume, ma anche cibo. Obbligatorie, per la rivista del Touring Club Italiano, le tappe da Eataly, l’emporio delle prelibatezze italiane, da M**Bun, il padre dell’hamburger fatto di genuine carni piemontesi, e naturalmente nelle sale storiche perse sotto i diciotto chilometri di portici della città. Dalle cioccolaterie che hanno fatto di Torino il regno del gianduiotto, come Giordano, Stratta e Gobino, fino ai caffè con le loro sale neoclassiche o liberty, dove gustare il classico Bicerin.

«Torino è uno dei luoghi simbolo del nuovo modo di fare turismo, anche per questo abbiamo puntato sulla città», dice Franco Iseppi, il presidente del Touring Club. E aggiunge: «Chi viaggia oggi cerca sempre più mete che assemblino arte, natura, cultura. Si sta diffondendo un nuovo modo di viaggiare, che definirei «turismo à la carte». Si sceglie su Internet la formula preferita, affidandosi meno alle soluzioni già pronte». Il turismo dunque è sempre più verde, tecnologico, legato a bed&breakfast e agriturismi, secondo Iseppi. «E noi, dopo 120 anni di vita, ci stiamo adeguando». Parola di Touring Club.

da lastampa.it

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