Tokio la città più cara per gli stranieri poi viene Oslo

Tokyo la città più cara per gli expat
Per i residenti stranieri «a buon mercato» Roma (43°)
e Milano (55°). Norvegia e Svizzera in cima alla classifica
Nonostante il tragico terremoto dell’undici marzo e il successivo tsunami abbiano influenzato negativamente la sua economia, il costo della vita del Giappone continua a essere molto elevato: il paese nipponico resta la meta più costosa per gli expat, gli stranieri che risiedono all’estero per motivi lavorativi. Lo rivela il recente studio sulle città più care al mondo per gli espatriati pubblicato da ECA International , la più grande organizzazione operante nella gestione delle risorse umane internazionali. Ben quattro città del paese del Sol Levante sono presenti nella top ten e anche quest’anno Tokyo si conferma la metropoli con il costo della vita più alto del mondo
LE PIU’ CARE – Per stilare la classifica la Eca International ha comparato il costo della vita di 400 città del mondo sulla base di un paniere medio composto da beni di consumo e servizi. Alle spalle di Tokyo nella classifica generale si attesta Oslo che è la prima delle cinque città del vecchio Continente presenti nella top ten (due sono norvegesi e tre svizzere). Sul gradino più basso del podio Nagoya (Giappone), seguita in ordine da Stavanger (Norvegia), Yokohama (Giappone), Zurigo, Luanda (Angola), Ginevra, Kobe (Giappone) e Berna. Le città italiane sembrano essere relativamente economiche per gli expat: Roma perde ben cinque posizioni rispetto all’anno scorso ed è quarantatreesima nella classifica generale, mentre Milano e Torino sono rispettivamente cinquantacinquesima e ottantottesima e risultano essere molto più a buon mercato rispetto ad altri importanti metropoli europee come Mosca (quattordicesima), Parigi (ventesima), Berlino (trentacinquesima) e Bruxelles (trentanovesima).

LE SORPRESE – Con il suo cinquantunesimo posto in classifica Londra risultata essere incredibilmente più economica della capitale italiana, mentre Madrid e Amsterdam si attestano rispettivamente cinquantaseiesimo e sessantacinquesimo posto. Tra le sorprese scopriamo che in America la città più cara è Caracas (quindicesima nella classifica generale a causa dell’inflazione galoppante), molto più costosa non solo delle canadesi Vancouver (trentasettesima), Ottawa (quarantesima), Toronto (quarantaduesima), ma anche del distretto di Manhattan (New York) che è solo quarantaquattresimo. Tante posizioni in classifica rispetto all’anno scorso sono state conquistate dalle città australiane grazie alla sua moneta forte: Sidney è sedicesima (l’anno scorso era solo ventinovesima, mentre due anni fa era addirittura centocinquantesima), Canberra è diciottesima (nel 2010 era ventiseiesima) e Brisbane è ventunesima (trentanovesima l’anno scorso).

DEPREZZAMENTO DELL’EURO – Nell’ultimo anno – secondo i dati statistici presentati dall’organizzazione internazionale – soprattutto a causa delle fluttuazioni monetarie che hanno visto l’Euro indebolirsi rispetto alle principali monete asiatiche e al dollaro australiano, per un cittadino del Vecchio Continente vivere in Asia e in Australia è diventato molto più difficile e costoso: «Le difficoltà economiche attraversate dai diversi paesi europei – scrive Frederic Franchi, responsabile di ECA International – hanno avuto un forte impatto sulla moneta unica. Ciò ha provocato il deprezzamento dell’euro e per questo molte città europee hanno perso diverse posizioni rispetto alla classifica dell’anno scorso. Questa tendenza si è manifestata recentemente e le aziende sono sempre più inclini a rilevare le differenze annuali del costo della vita in modo da fissare i giusti premi e compensi da pagare agli espatriati. Ciò permette agli europei che lavorano in Asia e in Australia di continuare a mantenere un tenore di vita soddisfacente e un potere d’acquisto equivalente».

Francesco Tortora da corriere.it

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