Vacanze truffa Todomondo

todomondoTODOMONDO HA SOSPESO L’ATTIVITÀ
Viaggi da sogno finiti nell’incubo
Il tour operator non paga i voli di ritorno
Migliaia di persone che avevano già versato i soldi hanno visto andare in fumo le loro vacanze

MILANO — Lui muratore, lei casalinga. Sognavano da tempo una vancanza in Grecia e finalmente erano riusciti a trovare un’occasione su internet: due settimane a Kos, 750 euro a testa tutto compreso, partenza il 15 luglio. Per partire sono partiti, ma una volta arrivati si sono visti rifiutare il voucher dall’albergo perché il tour operator non aveva pagato. Non avevano soldi per pagarsi un’altra sistemazione e allora hanno deciso di tornare, ma anche all’aeroporto il voucher è stato rifiutato: il viaggio era stato pagato solo per l’andata. E solo uno dei tanti casi, migliaia pare, che hanno finito per rovinare le vacanze a turisti ignari in tutta Italia. Migliaia di persone che avevano già pagato si sono visti andare in fumo del tutto le vacanze: Todomondo ha infatti sospeso l’attività mettendo sul suo sito un comunicato in cui annuncia che l’assemblea della società ha revocato l’amministratore delegato Alessandro Scotti contro cui si riserva di agire in sede giudiziaria.

BUCO DA 10 MILIONI – Si parla di un buco di almeno dieci milioni di euro. Eccola qua la grande truffa dell’estate, dentro la quale probabilmente se ne nasconde un’altra. Todomondo era un marchio di una società che da anni vendeva viaggi su internet, apparentemente senza grossi problemi, e che faceva capo a una società con bilanci perfetti. Così almeno pareva a un importante banca d’affari che la scorsa primavera aveva proposto a un suo cliente di acquistare il marchio Todomondo trasformandolo in una spa. Un advisor di prim’ordine aveva condotto la diligence e alla fine, per sette milioni di euro, il 70% era passato, il primo aprile scorso, a una finanziaria, la IA Partners srl del gruppo Capello-Selvatico Estense, che aveva confermato come ad Alessandro Scotti, figlio di Vittoriano, proprietario della Teorema Tour recentemente salvata dal fallimento dal finanziere Corrado Coen. Padre e figlio – che sul Cerved risultano entrambi protestati per assegni emessi e non andati a buon fine – nel 2004 erano finiti nell’inchiesta per il crac di Volare, compagnia low cost di cui erano azionisti ma anche clienti con Teorema.

NUOVI AZIONISTI – Ai nuovi azionisti sono bastati due mesi per capire che la situazione economica era ben diversa da quella prospettata all’acquisto: si sono fatti avanti molti creditori che reclamano in tutto una cifra di oltre 10 milioni di euro. Compagnie aree, assicurazioni, catene alberghiere hanno disdetto i contratti perche non venivano pagati. E ora a farne le spese, oltre agli acquirenti di Todomondo che si sono rivolti agli avvocati Alessando Monza e Umberto Tracanella, ci sono i clienti inferociti che dopo un tam tam via internet hanno deciso di scendere in piazza per protestare davanti agli uffici del tour operator a Gallarate. Una società di revisione ha avuto l’incarico di scavare nei conti per fare piena luce. Nel frattempo Todomondo ha fatto sapere che se ci sarà una ricapitalizzazione i clienti saranno rimborsati. Altrimenti si dovranno rivolgere al «Fondo nazionale di garanzia per il consumatore di pacchetto turistico». Di sicuro però non avranno nessun risarcimento per le vacanze rovinate.

Luigi Corvi

da IL CORRIERE DELLA SERA

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