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Emilia-Romagna turismo a marchio Unesco dopo il sisma

Sisma, il rilancio del turismo con il marchio Unesco
Il ministero e le tre regioni coinvolte impegnate in una campagna per la valorizzazione del Quadrilatero di arte e cultura

Finita l’emergenza, quando molte aziende hanno riaperto, quando le scuole, pur fra mille difficoltà e disagi, stanno per ripartire, e quando parte la macchina che porterà alla costruzione di 2000 moduli abitativi, l’Emilia-Romagna del dopo sisma deve fare i conti anche con una voce economica che al momento è in grande sofferenza: il turismo.

I dati di Confesercenti lamentano un’estate in grande affanno per l’Emilia-Romagna e i territori vicini, come Mantova e la zona di Rovigo. Molte le città colpite dal terremoto, da Modena a Ferrara, ma anche zone di interesse naturalistico come il Delta del Po, in Quadrilatero di arte cultura e natura. Rilanciare ognuna di queste possibili destinazioni per il turismo nazionale e straniero è un’impresa possibile solo se si fa rete: è questo il ragionamento che sta alla base di una grande campagna promozionale che vuole ridestare l’interesse verso le mete emiliane. Una campagna che vede in prima linea non solo le tre regioni colpite dal sisma, ma anche il ministero del Turismo.

L’obiettivo è quello di rilanciare i flussi turistici sotto il marchio dell’Unesco, riconosciuto a molte località emiliane. Da qui si ricomincia, nella speranza che la promozione dei centri più famosi porti benefici anche a cittadine meno conosciute, come San Felice sul Panaro, Finale Emilia o Mirandola, che hanno perso, in alcuni casi irrimediabilmente, molti dei loro monumenti piu’ prestigiosi. Questa fetta di territorio verrà promossa sui circuiti turistici nazionali ed internazionali, attraverso i media tradizionali e il web.

da REPUBBLICA.IT

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