Tav turismo in Val di Susa crollo delle presenze

Tav, è allarme per il turismo in Val di Susa: presenze dimezzate
Cota ha ricevuto in Regione una ventina di sindaci preoccupati per “la principale industria” del loro territorio: “Gli stranieri disertano le nostre montagne e disdicono le prenotazioni”

Il turismo in Val di Susa è in crisi. I turisti non sembrano più attratti dalle montagne che nel 2006 hanno anche ospitato le Olimpiadi. Il motivo è facilmente individuabile nel “cantiere” per la Torino-Lione: forse le proteste degli ultimi mesi hanno tenuto lontano potenziali turisti in questa estate 2011. Il problema è arrivato oggi sul tavolo del presidente del Piemonte, Roberto Cota, che ha ricevuto in Regione una ventina di sindaci preoccupati per “la principale industria” del loro territorio.

Cota dopo l’incontro ha commentato: “Non posso accettare che gli atti di violenza di chi è contrario all’opera gettino una luce negativa sull’area e mettano in fuga i turisti. Non è tollerabile che si diffonda un’immagine negativa delle montagne olimpiche e si provochi un danno a coloro che andando a testa alta, senza farsi intimidire, svolgono un’azione importante di difesa del territorio”. Le risposte che la Regione Piemonte metterà in campo, ha annunciato Cota, saranno due: una campagna informativa ancora tutta da studiare con l’assessorato al Turismo per far sapere che l’area è sicura, e un tavolo permanente con i sindaci per “un focus su tutto quello che la Regione fa per la Valsusa”, utile anche per “recepire le istanze” provenienti dai primi cittadini.

All’incontro hanno partecipato i sindaci di tutte le principali località della Valsusa e della Val Germanasca, da Sestiere a Bardonecchia, da Susa a Chiomonte, da Cesana e Claviere fino a Giaveno. “Abbiamo ospitato egregiamente le Olimpiadi – affermano le istituzioni locali – e nei primi tre fine settimana dell’estate abbiamo avuto i paesi vuoti. Gli stranieri disertano le nostre montagne, e il 20% di coloro che avevano già prenotato ha disdetto. Siamo quasi al 50% in meno di presenze: se questo è il trend, che ne sarà della stagione invernale”? La situazione, hanno rimarcato, mette a repentaglio un’economia turistica che con 17 mila presenze alberghiere l’anno e un milione e mezzo di presenze complessive (soprattutto nelle seconde case, ndr) rappresenta il 50% del turismo complessivo nella provincia di Torino e il secondo bacino turistico del Piemonte.

da TorinoToday.it

2 thoughts on “Tav turismo in Val di Susa crollo delle presenze

  1. Sarebbe proprio ora che la Val di Susa chiudesse.

    Con una mano tirano le pietre a chi lavora onestamente, e con l’altra fanno l’elemosina perchè i turisti disertano i luoghi.

    Spero che non siano sempre i cittadini a dover pagare per gli errori e le intemperanze degli altri, in questo particolare caso i Valsusini.
    Quando ci sono le manifestazioni pare che la parola d’ordine sia che “tutta la valle è compatta e presente” allora stiano in valle e non vengano a chiedere indennizzi, campagne di sensibilizzazione e soprattutto soldi.
    Chiediamo piuttosto i danni ai valsusini, a Perino & Co. per quanto stanno distruggendo, in termini di infrastrutture e di immagine.
    Cominciamo ad applicare delle ipoteche giudiziarie sui loro beni, sulle case, ecc. e vediamo quanti vanno a “fare il picnic” (con il lanciafiamme naturalmente) in valle Susa la prossima domenica.

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