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Tasmania : da obitorio a motel

Un obitorio come nido d’amore: anche il motel non è più quello di una volta

Serena Cappelli

Addio confortevoli motel per commessi viaggiatori, addio decadenti camere con frigo-bar e noccioline scadute, addio caloroso ed amabile Norman, addio giochi di luci e specchi per amanti furtivi. La nuova frontiera del motel è una sola: la stanza macabra.

Già, proprio così. La mia pausa pranzo del lunedì, giorno triste e senza scopo, è stata infatti allietata dalla seguente notizia del Corriere.it: Camera mortuaria trasformata in motel. L’idea di un uomo d’affari australiano: tavoli per autopsie e celle frigorifere ospiteranno turisti in cerca di sistemazioni originali.

Un uomo d’affari australiano vuole trasformare la camera mortuaria di un ospedale psichiatrico, in Tasmania, in un piccolo motel, puntando a clienti in cerca di sistemazioni originali. Tavoli per le autopsie e celle frigorifere di Willow Court, l’istituto di igiene mentale dell’era coloniale, torneranno a funzionare, dopo essere stati inutilizzati per più di dieci anni.

Questo uomo d’affari, tale Pearce, punta ad aprire il motel nel 2013 e ci tiene a precisare che la struttura sarà prenotabile anche online. Su vieniasquartareconnoi.com?

Dormire in un manicomio, su un tavolo di marmo su cui sono stati aperti e ricuciti vari ospiti, che bella idea! E cosa dire della possibilità di passare la nottata in una cella frigorifera? Altro che wi-fi gratuito e parcheggio costudito, questi sì che sono servizi che fanno la differenza! In fondo anche il pacioso Chunk dei Goonies aveva parecchio gradito il breve soggiorno nella cella frigorifera del ristorante della banda Fratelli: del gelato, un cadavere e, oplà, il gioco è fatto.

Mi chiedo se, per gli amanti dell’estremo, siano previsti anche un accappatoio a forma di camicia di forza e un piccolo kit “Kay Scarpetta” – giocattolo, eh, e con punte arrotondate – per provare l’ebbrezza della dissezione sul corpo dell’amato/a. Chissà, ma di sicuro la rassicurante musica ambient sarà sostituita da urla agghiaccianti e rumori di catene.

Ah, dimenticavo, colazione naturalmente a buffet. Ma in piccole e comode pasticche, da ingoiare senza batter ciglio o da nascondere sotto la lingua in barba ai camerieri, secondo i gusti e le inclinazioni di ognuno.

da linkiesta.it

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