Svizzera vogliamo turisti gay spendono più degli etero

VOGAY APPREZZA L’INIZIATIVA: «È VERO, SONO DEI BUONI CLIENTI»
Svizzera, porte aperte ai turisti gay
«Spendono più degli eterosessuali»
Campagna pubblicitaria rivolta alla comunità omosex: «Hanno doppio stipendio e sono senza figli»

Un manifesto della campagna per turisti gayMILANO – Quattro anni fa, in occasione dei Mondiali in Germania, per sedurre le donne “vedove” dei loro compagni a causa della rassegna sportiva, invitava il gentil sesso a visitare la Svizzera dove “gli uomini sono più interessati alle donne che al calcio”. Quest’anno invece l’Ente del turismo elvetico ha ideato una nuova singolare campagna pubblicitaria per far crescere il numero dei turisti gay che visitano le città svizzere. In uno dei manifesti prodotti dall’agenzia si vedono due ragazzi omosessuali, seduti su una terrazza, che si godono il sole e le atmosfere elvetiche.
COMUNICAZIONE – Per la campagna pubblicitaria l’ente del turismo ha già stanziato 150mila franchi (circa 110mila euro). Collegandosi al sito ufficiale dell’agenzia si possono consultare le diverse offerte dedicate esclusivamente alla comunità omosessuale. Secondo Véronique Kanel, portavoce di Suisse Tourisme, sono due le ragioni fondamentali che hanno indotto l’agenzia a scegliere la comunità gay come obiettivo della nuova campagna pubblicitaria: «La prima è che la comunità omosessuale dispone di una rete di comunicazione molto ben strutturata che ci permette di far crescere la nostra visibilità all’estero – dichiara la portavoce al quotidiano elvetico Le Matin. Poi c’è il fatto che i turisti gay, mediamente, spendono molto di più degli eterosessuali visto che appartengono a quella categoria di persone con doppio stipendio e sono senza figli». I dirigenti dell’agenzia sono certi che la Svizzera ha tutte le caratteristiche per affascinare la comunità gay: «Le nostre città sono molto aperte e la combinazione di natura, cultura e divertimento attira particolarmente questa clientela» conclude Véronique Kanel.

APPREZZAMENTO – Da parte sua la comunità gay sembra apprezzare l’attivismo dell’ente del turismo elvetico. Quest’anno a Zurigo si è tenuto il secondo congresso europeo della comunità omosessuale e proprio Suisse Tourisme ha recentemente organizzato un viaggio in Svizzera per i giornalisti della stampa specializzata. Anche l’organizzazione omosessuale svizzera VoGay considera un ottima iniziativa quella intrapresa dall’ente del turismo e in un comunicato conferma: «Oltre ad avere in media due stipendi, i gay sono abituati a uscire e a spendere. Alla fine sono davvero dei buoni clienti».

Francesco Tortora da corriere.it

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