Losanna turismo tra natura e Georges Simenon

Losanna, l’arte del verde. Nella città svizzera affacciata sul Lago di Ginevra, si svolge, fino al 24 ottobre, il festival Lausanne Jardins 2009. Sono istallazioni artistiche che portano la natura in ogni quartiere

di Roberto Caramelli

losannaA Losanna, da un po’ di settimane, compare qua e là qualche aiuola non curata, con erba alta e capricciosi fiori selvatici. La crisi economica ha tagliato i fondi per il verde cittadino? La Svizzera si sta italianizzando? Ma nel Paese dove tutto funziona come un orologio è impensabile che le aiuole incolte siano frutto di abbandono. E allora?

La risposta viene dai cartellini piantati nelle stesse aiuole: la trascuratezza è solo apparente e fa parte di un progetto legato all’ arte e al verde cittadino, il Lausanne Jardins 2009 Festival (www.lausannejardins.ch). La manifestazione, giunta alla quarta edizione, ha preso quest’anno il nome di “ Jardins dessus dessous” (Giardini sopra e sotto), per sottolineare la complessità altimetrica e urbanistica di Losanna, dalla collina al lago.

Iniziato a giugno, il festival propone fino al 24 ottobre, concerti, feste, mostre (bella “Nature en Kit” al Mudac fino al 27 settembre), e soprattutto 35 progetti di architetti paesaggisti di tutta Europa, i quali hanno collocato le loro istallazioni (comprese le aiuole incolte che vogliono dimostrare la tenacia della natura), lungo percorsi urbani di particolare pregio o da rivitalizzare. Gli itinerari, segnalati da fasce colorate, tutti da fare a piedi, toccano le fermate della linea M2 della nuovissima metropolitana che è tra gli sponsor della manifestazione.

Settembre è il mese migliore per visitare a Losanna perché, nelle istallazioni, tutte le piante hanno raggiunto la piena crescita. Cresce anche l’approvazione dei cittadini dopo qualche dubbio e discussione dei primi giorni per l’originalità delle opere il prevalere della natura sul costruito, in centro come in periferia. I percorsi, o anelli, come vengono chiamati, sono cinque, segnalati e spiegati con foto e disegni all’interno del sito internet del festival.

Le città italiane avrebbero molto da imparare dal Lausanne Jardins 2009 Festival, perché le istallazioni suggeriscono soluzioni esemplari, semplici ed economiche insieme, per aree trascurate o esteticamente anonime. È il caso del progetto degli artisti svizzeri Alexander Schmid, Carole Collaud e Nadia Lanfranchi, intitolato “Secrets de gouttes” (Segreti di gocce), istallato in centro, non lontano da Place de l’Ours: su un vasto muro di cemento, in passato sempre coperto di brutti graffiti, che costeggia la scalinata Solitude, vengono fatte scendere continuamente gocce d’acqua.

Le gocce, toccando piccole lastre di metallo poste alla base del muro, creano un suono simile a quello della pioggia e fanno schizzare l’acqua sul muro che si ricopre così, costantemente, di muschio. Se “Secrets de gouttes” è un’istallazione che lascia agire la natura, l’opera “Green Trap” degli architetti svizzeri Adrien Rovero e Christophe Ponceau, è invece un forte intervento di Land Art che rende attraenti due anonimi ponti di ferro e cemento (uno che sovrasta l’altro) in pieno centro cittadino. Tra le due strutture è stata tesa una gigantesca ragnatela in teflon verde che si sta riempiendo di rampicanti e che sembra catturare, come fanno i ragni, una preda.

da LA REPUBBLICA

A Losanna, sulle tracce di Simenon
Case, piazze e luoghi del padre di Maigret

Rosalba Graglia

simenon1Al n.22 di rue du Bourg, la via dei negozi e del mercato nel cuore di Losanna, sempre animata, una targa ricorda Georges Simenon. E’ stata collocata lì nel 2003, in occasione del centenario della nascita dello scrittore che proprio a Losanna, sul lago Lemano, scelse di vivere gli ultimi 33 anni della sua vita, fino a quel 4 settembre 1989, esattamente vent’anni fa, quando si spense nella sua casa di rue des Figuiers.

Oggi, per chi vuole andare per la città sulle tracce dell’autore di Maigret, rue du Bourg è forse il punto di partenza migliore. Perché lì, al n.22, si affacciano le vetrine del negozio Tabacs Besson, dove Simenon veniva ad acquistare le sue leggendarie, inseparabili pipe (ne possedeva oltre un centinaio) e poi si concedeva una passeggiata per la rue , una delle sue preferite.

Alexandre Senn, il titolare della tabaccheria, impeccabile in giacca e cravatta, ricorda volentieri il suo miglior cliente, quello che una volta gli ordinò tutte insieme 12 Dunhill, record mai superato. “Arrivava in Rolls, si faceva lasciare dall’autista a pochi passi da qui, spesso si fermava nel negozio vicino, che all’epoca era l’Hibernian House e vendeva pull di cachemire e cappelli inglesi, i suoi prediletti, e poi entrava da noi”. Portava a pulire qualcuna delle sue pipe, sceglieva una nuova Dunhill (il suo modello d’elezione era il Root Briar white spot n. 3103, quello con il “pallino bianco”, che appare in tutte le foto), si riforniva della miscela di tabacco preparata in esclusiva per lui proprio da Dunhill. Prima arrivava con la sua eccentrica moglie canadese (“Denise, senza la y, sottolineava lei presentandosi”), poi con la fedele segretaria Teresa, diventata la compagna degli ultimi anni.

Monsieur Senn ha creato in negozio un piccolo altarino di ricordi simenoniani : la foto con dedica, pipe lasciate in dono, lettere che conserva gelosamente. E prepara ancora miscele di tabacco che sarebbero piaciute a Simenon.

Era il 1956 quando lo scrittore decise di stabilirsi in Svizzera. Appena tornato da dieci anni passati degli Stati Uniti, “era in cerca di un posto da cui fosse facile raggiungere Parigi ma non in Francia, un posto rispettoso della privacy, dove potesse camminare per strada senza che la gente lo fermasse, e dove il regime fiscale fosse più tollerante”, spiega il figlio John, presidente della Georges Simenon Limited, la società che gestisce i diritti delle opere dello scrittore. Oggi anche lui ha scelto di tornare a vivere a Losanna dopo anni passati negli Usa a occuparsi di cinema, e ora abita in una deliziosa casetta d’antan sulle colline della città dove era arrivato bambino, con il padre, in quel giugno del ’56 quando da Cannes, dove avevano soggiornato per un po’, i Simenon approdano sul lago Lemano

Il primo anno si passa in hotel, anzi in un grand hotel, al Lausanne Palace , ancora oggi uno degli alberghi più scicchettosi della città, di cui si può assaporare l’atmosfera senza rovinarsi, scegliendo per esempio di andare a pranzo alla Brasserie du Grand-Chêne dell’hotel, dai prezzi abbordabili. Poi, esattamente un anno dopo, il 24 giugno del 1957, la famiglia Simenon si trasferisce al Castello di Echandens, una ventina di km fuori città, dove rimane fino al 1963. Oggi è proprietà del comune, e si può andare a dare un’occhiata.

Off limits invece la grande casa di Epalinges, che Simenon si era fatto costruire in puro stile anni 60 (fu soprannominata il bunker): 25 camere, piscina olimpionica, e si favoleggiava anche una sala operatoria (in realtà un’infermeria attrezzatissima): l’ha comprata una facoltosa famiglia di italiani che se la sta risistemando (e in parte rifacendo del tutto, si dice). Lo scrittore ci aveva voluto tutte le modernità scoperte in America, e ci abitò per dieci anni, anni in cui molte cose cambiarono nella sua vita, a cominciare dalla separazione dalla moglie, più volte ricoverata in clinica simenonpsichiatrica, e l’allontanamento dei figli. Così nel 1972 decise di vendere le sue sei automobili (compresa la Rolls Royce), congedare i nove domestici e, il 24 ottobre 1972 traslocò in un appartamento all’ottavo piano di un palazzone bianco di 14 piani, al 155 dell’avenue des Cours con la segretaria-compagna Teresa, di origine veneta. Un cambiamento di vita che segna anche la decisione di chiudere con l’attività di romanziere: decisione poi in parte smentita dalla redazione di ricordi e riflessioni e delle monumentali “Mémoires intimes”. Da quella anonima torre di cemento Simenon vide una piccola casa rosa del 700, all’ombra di un vecchio cedro, nella minuscola rue des Figuiers, al n. 12: sarà quella la sua ultima casa, “mon vrai nid” che dal 1° febbraio 1974, data del trasloco, non lascerà più, salvo un breve soggiorno al Beau Rivage, fascinoso hotel di lusso sul lago, dove se insistete un po’ vi diranno che la stanza dello scrittore era la 415, una suite al 4° piano

E’ attorno al cedro della casa rosa che Simenon disperse le ceneri della figlia Marie-Jo, suicida a Parigi nel 1978, a 25 anni. E sotto quel cedro sono disperse anche le ceneri dello scrittore: oggi del vecchio albero resta solo un pezzo di tronco, una tempesta lo ha mezzo distrutto e neppure i bravissimi giardinieri del comune di Losanna sono riusciti a salvarlo. Il tour in senso stretto dei luoghi simenoniani di Losanna finisce qui. Ma un po’ tutta la città si può ripercorrere con gli occhi di Simenon (che proprio a Losanna ambientò uno dei suoi romanzi, non ancora tradotto in Italia: La disparition d’Odile, storia di una ragazza suicida con un colpo di pistola, come Marie-Jo). Il lungo lago dove passeggiava volentieri (il suo ristorante preferito non esiste più, ma seguendo il quay d’Ouchy si arriva al bel Museo Olimpico, http://www.olympic.org), il Grand Pont dove si fermava spesso a guardare la città dall’alto ( oggi giù c’è il quartiere di tendenza di Flon ). E poi ci sono le pintes, dove gli sarà capitato di fermarsi per un caffè o un petit verre, e che certamente sarebbero piaciute al suo Maigret (e forse anche al Maigret/Cervi che veniva spesso a Losanna a trovare Simenon, quando andava in una clinica del benessere sul lago)

Così un giro “alla Simenon” non può dimenticare questi locali d’una volta (e in via d’estinzione), look da bistrot di quartiere, vecchi tavolini, vini al bicchiere : non a caso la pinte è la vecchia unità di misura francese per il vino, e così il nome è diventato subito anche quello del luogo in cui si mesceva il vino. Della trentina le pintes di Losanna, oggi ne rimangono pochissime. La più antica, una vera istituzione, è la Pinte Besson di rue de l’Ale, monumento storico, datata 1780 , all’esterno l’insegna a lettere d’oro (appena restaurata da Stefania Gentile e brillantissima), Dentro, volte a botte, muri anneriti dal tempo, vecchi legni, vetrate-cattedrale. Il posto giusto per gustare un caffè la mattina, o a pranzo una fondue (la migliore di Losanna, si dice) con vini del Lavaux, che arrivano dai vigneti attorno alla città dichiarati Patrimonio dell’Unesco. Atmosfera intatta anche al Café du Cygne, anno di nascita 1912, luci-lampione e sedie Thonet, un vecchio orologio, il camino, il pianoforte a disposizione dei clienti. Se fuori invece del lago scorresse la Senna, potrebbe essere uno dei bistrot preferiti da Maigret, dalle parti del quai des Orfèvres parigino. Ma il commissario (e il suo autore) dovrebbero rassegnarsi a spegnere la loro amatissima pipa: anche in Svizzera è arrivata da poco la legge antifumo nei locali pubblici e nelle pintes di Losanna dal prossimo 15 settembre non si fuma più.

Tre giorni in ricordo di Simenon

Per i 20 dalla morte di Simenon, tre giorni di celebrazioni a Losanna dal 3 al 5 settembre, realizzate con la collaborazione del figlio John.

  1. Per cominciare un ciclo di 8 film (che proseguirà sino al 10 settembre alla Cinémathèque Suisse, ingresso 10 franchi)scelti fra gli oltre sessanta tratti dalle sue opere, con serata di gala al Cinéma Capitole e partecipazione straordinaria del regista Claude Chabrol per la losanna1presentazione del film Betty (1992), tratto dall’omonimo romanzo.
  2. Quindi la mostra L’Œil de Simenon (l’Occhio di Simenon) che riprende l’esposizione del gennaio 2004 al Museo del Jeu de Paume a Parigi e presenta una selezione delle oltre 3000 foto scattate da Georges Simenon durante i suoi viaggi fra il 1931 e il 1935 (Palais de Justice de Montbenon, ingresso gratuito).
  3. E ancora, Sulle tracce di Maigret, ovvero, in collaborazione con la polizia scientifica di Losanna, tutto su come si conduce un’inchiesta (animazione aperta anche ai più piccoli, a partire dagli 8 anni, in Place Pépinet, davanti alla Librairie Payot, gratuita.
  4. Il ventennale della morte di Simenon viene ricordato al Palazzo di Giustizia anche da scrittori, come Pierre Assouline, autore di una biografia di Simenon, ricercatori,giornalisti, giudici e avvocati di Losanna che discuteranno di vari temi dell’opera dello scrittore, prendendo spunto ogni volta da uno dei suoi romanzi.

da LA STAMPA