Svizzera : come affrontiamo i cambiamenti climatici per il turismo

Cambiamenti climatici, una sfida per il turismo

Adattare l’offerta, ridurre i rischi e sensibilizzare. Questa la ricetta della SECO per rilanciare il settore
Se nel 1950 la Svizzera era tra le prime cinque destinazioni turistiche al mondo, oggi si situa solo al 27esimo rango. Per questo il Consiglio federale aveva deciso l’anno scorso l’elaborazione di una strategia di rilancio del settore.

Su incarico della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), l’Istituto di ricerca sui divertimenti e il turismo dell’Università di Berna ha esaminato la situazione e presentato uno studio approfondito.

Le opzioni possibili, secondo gli esperti, si articolano su tre assi principali: l’adattamento dell’offerta turistica alla nuova situazione climatica, la minimizzazione dei rischi per le infrastrutture e per le persone, nonché la sensibilizzazione degli ospiti e della popolazione locale.

Numerose incognite, ma anche opportunità

Gli scenari climatici regionali comportano numerose incognite, sottolinea lo studio, ma alcuni dati di fatto sono concreti: le gelate saranno sempre più rare, la siccità sarà più frequente in estate, mentre nel semestre comprendente autunno e invero vi saranno molte più precipitazioni. Gli esperti raccomandano agli attori del settore turistico di tenere conto di tali mutazioni e di considerare sempre l’eventualità peggiore.

In particolare il turismo elvetico si troverà di fronte a un innalzamento dell’altitudine a cui è garantito un buon innevamento, all’aumento del pericolo di valanghe, al degrado del permafrost, alla progressiva scomparsa dei ghiacciai e alla nascita di nuovi laghetti alpini. Il settore sarà chiamato ad adattare l’offerta e a puntare su eventuali nuove attrazioni.

Se affrontato in maniera intelligente, il cambiamento climatico – sottolinea lo studio – “può anche rivelarsi una fonte di nuove opportunità, soprattutto d’estate” e potrebbe aumentare “l’incitamento ad essere innovativi”.

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