Categorie
curiosità economia turismo ultime notizie vacanze

Facebook : studenti raccontano la loro vacanza su una barca di lusso ed il Fisco indaga

Si vantano su Facebook per la vacanza. Il Fisco li insegue
Disavventura di due studenti universitari nei guai per le foto in barca

Il redditometro passa anche da qui, scruta persino le foto delle vacanze chic e chiede le pezze d’appoggio, ovvero le prove che il reddito è a misura di spesa. E’ successo alcuni giorni fa a due studenti universitari lucchesi che avevano pubblicato sulla propria bacheca digitale di Facebook varie foto della bella vacanza estiva trascorsa a bordo di una barca di lusso, toccando spiagge da sogno. Un ampio reportage per tenere in bella vista il ricordo e forse, perché no, per far impallidire di invidia i colleghi del corso di studi. Mai potevano pensare che, forse per una banale casualità, sarebbe finito nel mirino del Fisco che ha avviato una verifica approfondita. I due giovani studenti si sono rivolti a un consulente e nei giorni scorsi hanno chiarito la questione davanti alla commissione tributaria: la vacanza era un premio speciale offerto dalle rispettive famiglie, con completa tracciabilità dei regali in denaro. Un dubbio risolto, ma che comunque è costato loro la tariffa dell’avvocato.

E’ una vera e propria pioggia di lettere «indagatorie» quella che sta raggiungendo numerosi contribuenti da qualche settimana. Un fuoco di fila di accertamenti che il più delle volte scattano per l’acquisto di un’auto di grossa cilindrata, ma, come nel caso dei due studenti, possono trovare altri indicatori tali da far sospettare il rischio evasione per «spesa incongrua». Un clima indubbiamente pesante, con gli studi legali presi d’assalto dai contribuenti intimoriti. «Il nostro studio negli ultimi tempi riceve 8-10 nuovi clienti raggiunti dagli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate — dicono gli avvocati Federico Marrucci e Giuseppe Giglio dello Studio Legale e Tributario Etruria —.  La settimana scorsa un nostro cliente ha ricevuto un avviso di accertamento per aver acquistato un cavallo, in genere classificato come “bene di lusso”. Ha dovuto dimostrare che per l’animale non spendeva più di mille euro l’anno in mangimi e che per quanto rigurada la permanenza nel maneggio gli venivano praticate condizioni di favore, visto che il titolare era un amico».

Il fiato sul collo per ogni spesa vistosa e almeno in apparenza non compatibile con le entrate di casa, pronti, documenti alla mano, a provare che tutto è alla luce del sole. Il ritratto del contribuente oggi è esattamente questo. «Il rischio, se non si hanno i riscontri ufficiali delle spese e quindi delle entrate più consistenti, è che possano scattare i sigilli sull’auto,ad esempio. E’ quello che hanno rischiato due giovani sposi lucchesi, quando l’Agenzia delle Entrate ha notato l’acquisto di 3 automobili nel 2008 a fronte di un reddito di 8mila euro l’anno».

Ma il lieto fine c’è, fanno sapere i due giovani avvocati, grazie ai bonifici postali inviati dal padre che hanno chiarito la questione. In questi giorni un’altra tegola incombente sono i recuperi dei bolli auto scaduti. Con un’avvertenza: il fisco fino a dicembre può controllare i bolli dal 2007 ad oggi. I precedenti sono scaduti. E la prescrizione salva gli sbadati.

da LANAZIONE.IT

Rispondi