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Sta Per arrivare El Nino

caldo_africano SECONDO GLI SCIENZIATI PER IL 90% SI SVILUPPERÀ ENTRO QUEST’ANNO
El Niño è in arrivo e porta siccità, alluvioni e guerre
Monsone debole in India e Asia, carestie e caldo infernale in Australia, piogge torrenziali in Sudamerica. E aumenta il rischio di insurrezioni e violenze

Siccità, inondazioni, carestie, tumulti e anche guerre. Ecco quello che di solito avviene quando si sviluppa El Niño, il fenomeno atmosferico a più vasta scala mondiale che si origina ciclicamente nel Pacifico equatoriale ogni cinque anni circa ma i cui effetti si fanno sentire su scala planetaria. E ora i meteorologi sono quasi sicuri: un nuovo El Niño si svilupperà entro l’anno con una sicurezza del 90%, è l’ultima previsione del Centro europeo di previsioni meteo a medio termine (Ecmwf). Un balzo notevole, dato che solo a inizio giugno la percentuale – pur se alta – era ancora al 70%.
«In uno-due mesi ne sapremo di più e potremo fare stime più accurate»
El Niño
El Niño inizia con il riscaldamento di una grande massa di acqua in superficie dell’oceano Pacifico tropicale al largo del Sudamerica. Secondo Tim Stockdale, capo della squadra degli scienziati dell’Ecmwf, la massa di acqua calda che si è formata nel Pacifico è rilevante, pari a quella del 1997-1998, che diede origine al più intenso El Niño del secolo. Infatti il 1998 è stato l’anno più caldo da quando esistono misurazioni accurate e il 2014 (e soprattutto il 2015) potrebbero arrivare in testa alla classifica. «È ancora presto per dirlo», è prudente Stockdale. «In uno-due mesi ne sapremo di più e potremo fare stime più accurate».
Il monsone è arrivato in ritardo e con precipitazioni minori del 40%
India
Purtroppo però già si vedono i primi effetti di El Niño su scala globale. L’India è la prima a risentirne e il monsone, che nella punta meridionale arriva nei primissimi giorni di giugno, quest’anno si è fatto vedere solo il 6 giugno in Kerala ed è risultato più debole del 40%: con minori piogge sono a rischio i raccolti di riso e cotone. Ma sono in pericolo anche le riserve idriche: il 70% dell’agricoltura indiana manca di sistemi di irrigazione e fa affidamento unicamente sulle piogge. Già un calo del 10% delle piogge per l’India significa una cosa sola: siccità. Rana Kapoor, presidente dell’Associazione delle Camere di commercio indiane, ha subito chiesto al governo di tenere sotto controllo i prezzi dei generi alimentari per evitare rincari. Per l’India il costo dei precedenti monsoni scarsi è stato di 15 miliardi di euro. E poiché è il mercato indiano che determina il prezzo dell’oro (per questione culturali l’India è il primo Paese importatore di oro) – come fa notare il Guardian- in corrispondenza del calo della produzione agricola indiana c’è stato in passato un crollo del prezzo del metallo giallo. La siccità legata al debole El Niño del 2007 portò a un aumento dei prezzi alimentari nel Paesi più poveri che provocarono tumulti e insurrezioni in Egitto, Camerun e Haiti.
Asia e Australia
El Niño dopo l’India fa sentire i suoi effetti verso est. A Cebu, seconda città delle Filippine, gli amministratori hanno già invitato la popolazione a risparmiare l’acqua in vista del massimo della siccità in corrispondenza della fine di giugno. Anche in Malaysia si pensa al razionamento dell’acqua e sono stati lanciati allarmi per gli incendi nelle foreste. In Australia, dove adesso è inverno, sono molto preoccupati dopo che il 2013 è stato l’anno più caldo di sempre. Molti contadini e allevatori sono già allo stremo e una nuova stagione arida, specie nel sud-est, potrebbe essere un colpo ancora più duro. Verso la fine anno si aspetta siccità anche nei Caraibi, in Africa meridionale e in Asia centrale.
Caiifornia e l’attesa pioggia
Se in alcune zone El Niño è sinonimo di siccità, in altre vuol dire piogge torrenziali e inondazioni. In California, devastata lo scorso inverno dalla siccità peggiore degli ultimi 150 anni e dove l’acqua è razionata da marzo, El Niño porterà la tanto attesa pioggia: nel sud della California di solito con El Niño le precipitazioni raddoppiano. Secondo gli esperti meteo americani, però, questo El Niño sarà debole, hanno affermato in una comunicazione ufficiale del 5 giugno del Climate Prediction Center del Noaa.
Sudamerica
In altre zone El Niño è una disgrazia. Come in Perù dove il fenomeno del 1997-1998 con le sue acque supercalde fece crollare dell’80% il pescato. Il nome El Niño si deve proprio ai pescatori peruviani, che associavano la sua comparsa intorno a Natale con la nascita di Gesù Bambino. El Niño porta piogge torrenziali in Ecuador, Perù, Cile e nord Argentina, ma anche siccità in Bolivia. E in Brasile potrebbe fare aumentare le temperature proprio in corrispondenza della disputa dei mondiali di calcio. L’unico continente che risente di meno di El Niño è l’Europa, perché si trova esattamente dalla parte opposta della Terra rispetto a dove si forma.
Guerre e tumulti
Uno studio della Columbia University del 2011 ha evidenziato un collegamento tra guerre, rivolte e le fasi di El Niño: 50 dei 250 conflitti avvenuti tra il 1950 e il 2004 sono stati in corrispondenza di El Niño. Un riscaldamento del Pacifico di 0,8 gradi fa aumentare del 15% l’instabilità sociale. E il riscaldamento previsto con El Niño del 2014 è compreso tra 0,5 e 1,5 °C.

di Paolo Virtuani da corriere.it

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