Spiagge italiane più economiche

spiaggeUn’estate al mare avrà un sapore più dolce: il prezzo per godersi una giornata sulle spiagge nostrane sarà lo stesso dell’anno scorso. È questo il dato che emerge da un’inchiesta del Sole 24 Ore in alcuni degli stabilimenti balneari delle zone più rappresentative del panorama nazionale. Si passa da 3 euro per un lettino in Calabria a 18 in Liguria, ma quasi dappertutto i prezzi sono invariati rispetto al 2008. E non è un risultato scontato. Infatti, secondo il ministero dello Sviluppo economico, dal 2005 i prezzi applicati negli stabilimenti – che incidono per lo 0,2% sulla spesa delle famiglie italiane – sono saliti molto e nel primo semestre 2008 le tariffe hanno registrato un tasso medio di crescita su base annua del 7,3% contro il 3,3% del paniere Istat.

La scelta di mantenere i prezzi costanti è figlia della crisi economica (e quindi del calo dell’affluenza turistica) e di un accordo tra Governo e associazioni di rappresentanza dei balneari: da un lato, l’impegno a spalmare il pagamento dei canoni demaniali tra tutti i gestori, dall’altro la promessa del blocco dei prezzi applicati negli stabilimenti. D’altra parte, il Governo non ha ancora accolto le richieste delle associazioni ma queste ultime, che avevano minacciato uno sciopero degli stabilimenti e la violazione del patto sui prezzi, alla fine hanno deciso di non rincarare i costi dei servizi.

Passando in rassegna le regioni del Belpaese si riscontrano dati comuni: prezzi bloccati, prenotazioni in calo o costanti, offerte per incentivare i turisti. Come quella lanciata dalla Sib della “mezza giornata”: chi arriva al mare nel pomeriggio, paga la metà. Se è vero che le prenotazioni estive calano dappertutto, secondo Renato Papagni, presidente di Assobalneari Italia, i dati di un’indagine di Trademark Italia svelano come si segnali un’inversione di tendenza nelle abitudini degli italiani: «Le rilevazioni di Trademark segnalano che circa il 25% degli italiani abbandonerà le mete esotiche straniere e il 66% dei turisti italiani sceglierà destinazioni balneari nostrane». In Toscana, per esempio, si attendono tre milioni e 600mila turisti. Al bagno “Nettuno” di Viareggio un lettino costa intorno ai cinque euro e un ombrellone con due sdraio dai 15 ai 18: proprio come l’anno scorso. In Emilia-Romagna si attendono quasi tre milioni di turisti, con un incremento del 10-15% rispetto alla stagione passata. A Milano Marittima un lettino costa circa sette euro e un ombrellone con due lettini 22: anche qui i prezzi sono invariati.

Avvicinandosi all’Abruzzo, gli effetti del terremoto si riflettono sul calo drastico delle prenotazioni negli stabilimenti balneari. A Silvi Marina, vicino Teramo, sono ospitati negli alberghi cittadini quasi tremila sfollati aquilani. Qui un lettino costa sei euro al giorno e un ombrellone con due sdraio circa 15. «Da noi – afferma il gestore del “Lido Venere” di Silvi Marina – il terremoto si fa ancora sentire, con altri effetti». Anche nelle Marche, alcuni stabilimenti subiscono i contraccolpi del terremoto. È il caso di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, dove le prenotazioni hanno subito una flessione del 10% rispetto all’anno scorso. Nel Lazio, invece, le presenze sulle spiagge saranno circa di due milioni e 500mila turisti, che aumenteranno del 5% rispetto al 2008. «Il dato riflette un nuovo trend comportamentale degli italiani – riprende Papagni – che scelgono vacanze brevi, possibilmente vicino le città dove lavorano: infatti il dato sul Lazio si riferisce in particolare alla provincia di Roma». A Ostia, sul litorale capitolino, un lettino in uno stabilimento costa undici euro, mentre l’ombrellone con due lettini passa dai 26 ai 31 euro. Ma secondo le rilevazioni del Sole 24 Ore i prezzi più alti negli stabilimenti si registrano in Liguria, dove sono attesi quasi tre milioni di turisti (in lieve calo rispetto al 2008). A Santa Margherita Ligure un lettino può costare 18 euro e si pagano venti euro a persona per un ombrellone con due lettini.

Nel Mezzogiorno, invece, i prezzi degli stabilimenti sono mediamente più bassi rispetto al contesto nazionale, con l’eccezione della Campania. In questa regione è atteso un boom di arrivi e nelle isole si prevede un incremento del 20% rispetto alle presenze dell’anno scorso. Per questo a Napoli si possono pagare dieci euro per un lettino e 25 per un ombrellone e due sdraio. E alcuni gestori – in controtendenza rispetto al panorama nazionale – hanno rincarato lievemente i prezzi rispetto all’anno scorso. La Calabria, invece, spicca per l’economicità degli stabilimenti: in provincia di Cosenza si pagano due euro e mezzo per un lettino e dodici per ombrellone e due lettini.

Nelle isole si applicheranno prezzi vicini alla media nazionale, con l’eccezione di zone per il turismo d’élite come la Costa Smeralda. Sebbene anche in Sardegna ci saranno meno turisti rispetto all’anno scorso. «Ma qui a Cagliari – afferma il gestore di uno stabilimento sul Lungomare Poetto – speriamo nel fatto che il porto aumenterà gli scali per le crociere e quindi il numero di turisti». E comunque anche nell’isola dall’effige dei quattro mori i prezzi per i servizi balneari non subiranno ritocchi rispetto al 2008.

da IL SOLE 24 ORE

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