Sitges in Catalogna

Sitges, essenza di Catalunya

A pochi passi da Barcellona, una località ricca di arte, cultura ed eventi, ma capace allo stesso tempo di ritagliarsi una sua immagine quasi minimal
Dimenticate le follie che ogni estate travolgono le isole spagnole della movida; nella cittadina catalana di Sitges, a pochi km da Barcellona, domina “la bona vida”. La frenesia di Ibizia, con le notti senza sonno, qua è sostituta dallo spirito bohemien ed intellettuale portato alla fine del 1800 dal pittore e scrittore Santiago Rusiñol. Nella sua antica casa, ora Museo del Cau Ferrat si possono ammirare opere di El Greco, Zuloaga e Picasso e quelle dello stesso artista. Nel Museo Maricel, invece, sono esposte collezioni di arte romanica e gotica, più una pinacoteca d’Arte Moderna. Per approfondire le conoscenze sulla società catalana del XIX secolo si deve visitare il Museo Romantico. Ma quello che sorprende a Sitges è l’architettura delle case sul lungomare e nelle vie centrali: si tratta di casette su due piani molto curate, con rifiniture e balconi in legno, che i cosidetti “americanos”, gli emigrati di Sitges in America, più spesso a Cuba, si sono fatti costruire copiando quelle del paese che li ospitava.

Tra gli emigranti più illustri, che hanno fatto fortuna nel nuovo mondo, c’è Facundo Bacardi creatore dell’omonimo rhum. Percorrendo i vicoli e piazzette del centro storico si incontrano le chiese di S. Bartomeu e della patrona Santa Tecla, alla quale è dedicata una grande festa. Per l’occasione i balconi liberty in ferro battuto vengono ricoperti di bandiere catalane gialle e rosse e le strade sono invase da un esercito di tamburini, diavoletti e danzatori. Prima dell’inizio della processione, uomini e donne si arrotolano sull’addome lunghe fasce rosse, che saranno utili per riuscire a sorreggere le statue dei Gigantes, alte fino a tre metri che rappresentano signori feudali e re arabi. Ma sono i castellers a far trattenere il fiato: si tratta di una gara di torri umane a più piani (fino a 10) ideate da «architetti» che sfidano le leggi di gravità. Per costruire una torre più alta possibile, gli uomini si allenano per mesi, ma il risultato dipende da un bambino che velocissimo scala tutti gli adulti e una volta raggiunta la vetta umana alza un braccio. Questo è il segnale che l’impresa è riuscita, e immediatamente un applauso liberatorio inonda tutta la piazza. Quando qualcuno sbaglia e la torre cade oppure quando il piccolino non riesce ad arrivare in cima sono lacrime per tutti. E la sera, sotto una pioggia di petardi che escono dalle bocche dei draghi spaventando i più piccoli, si balla e si suona fino a notte fonda.

I catalani sono molto orgogliosi della loro terra, della lingua e delle loro tradizioni e nei ristoranti al posto della paella spagnola viene servita la Fideuà, fatta con vermicelli corti, gamberi e calamari. Altro piatto tipico è il xató, preparato con scarola, baccalà, tonno, acciughe e olive e condito con la salsa romescu (con ñoras arrostiti, un tipo di peperoncino, mandorle tostate, aglio, olio). Il lungomare el Passeig de la Ribera è il punto d’incontro di strade animate da negozietti tradizionali, botteghe di artigiani e numerosissimi bar. Il godersi la vita accomuna turisti e indigeni che trascorrono le serate a bighellonare tra un caffè e una taberna mangiando tapas, sfiziosi spuntini a base di verdura, pesce e carne, e bevendo buon vino. Sitges, infatti, si trova sulla cosiddetta Ruta del Xató, una zona vinicola molto importante dove si producono ottimi vini dop, come Alella, Penedés e Pla de Bages, più la malvasia di Sitges ottenuto dalla vendemmia tardiva.

La città è famosa per il Festival Internacional de Cinema de Catalunya che si tiene ogni anno ad ottobre. Molto frequentato anche il carnevale che si festeggia tra febbraio e marzo ed è caratterizzato da maschere anche trasgressive delle drag queen di tutta Europa.

di Gianna Melis da repubblica.it

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