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Simone Maione e Lisa Cantagallo il giro del mondo con 8 euro al giorno a persona

AUTOSTOP, PASSAGGI SU NAVI CARGO E IMBARCAZIONI: QUESTI I LORO MEZZI DI TRASPORTO
Fare il giro del mondo con 8 euro al giorno
Simone Maione 33 anni e Lisa Cantagallo, 32, hanno lasciato il lavoro e sono arrivati in Asia: con un budget ridottissimo

MILANO – Dire addio al lavoro, arrivederci a tutto il resto e partire. Senza prendere aerei e, soprattutto, senza fissare una data per il rientro. È la sfida-avventura di Simone Maione, 33 anni, e Lisa Cantagallo, 32, originari di Penne, in provincia di Pescara, i quali hanno lasciato le rispettive attività professionali (lui era direttore vendite in una multinazionale che commercializza prodotti online, lei è biologa e lavorava in una cooperativa) e lo scorso 5 settembre hanno iniziato il giro del mondo. Unica limitazione, un budget di tredici euro al giorno per persona, che all’inizio sembrava inadeguato e invece è bastato a coprire tutte le necessità.
MEZZI DI TRASPORTO – «Siamo arrivati in Malesia spendendone solo otto e non ci siamo fatti mancare nulla, basta adattarsi» raccontano Simone e Lisa a Corriere.it. La loro è un’idea nata per caso, «in una di quelle sere che sei stanco di lavorare dodici ore al giorno e ti accorgi che l’essenza della vita non può essere solo quella. Il viaggio ci sta dando ragione, stiamo attraversando popoli e culture diverse, apprendendo usi e costumi dei posti e condividendo esperienze con altri viaggiatori». I due giovani sono ora in Malesia, a Kuala Terengannu. Poi andranno in Indonesia, da dove proveranno ad imbarcarsi su una delle barche a vela che partecipano alle competizioni che si svolgono tra Bali e Darwin. Una volta in Australia, spiega Simone, arriverà il difficile: trovare un cargo che li porti in Sud America, fare un giro nella maggior parte degli stati del Sud e del Centro America e poi nuovamente in cargo alla volta del Marocco o dell’Europa. In otto mesi hanno già attraversato, con lo zaino sulle spalle e molto spesso in autostop, Turchia, Georgia, Azerbaijan, Kazakistan, Cina, Laos, Vietnam, Cambogia, Thailandia.

CALORE UMANO – «La cosa che ci ha più colpito nel nostro viaggio – raccontano – è il calore della gente che in ogni nazione e in ogni situazione ci ha sempre accolto e aiutato. Il mondo è pieno di posti fantastici, alcuni meno conosciuti soprattutto ai turisti italiani. Non dimenticheremo mai la forza e l’immensità del deserto del Gobi in Cina, i colori e gli odori del delta del Mekong in Vietnam, il mare stupendo dell’isola di Ko Rok in Thailandia, le foreste e i villaggi remoti nel nord del Laos ed infine una meta molto vicina a noi che ci ha tanto affascinato, la Georgia». Se chiedete loro quando pensano di tornare, vi risponderanno che non c’è una data esatta ma solo un budget, quindi il tempo di permanenza è direttamente proporzionale a quanto sono bravi a risparmiare. Simone precisa che ha «deciso di lasciare il lavoro definitivamente e di non prendere un’aspettativa, cosa comunque molto difficile in Italia, proprio per far sì che la mente fosse libera di decidere sia i tempi del viaggio sia il futuro». Qualche rammarico per aver rinunciato a uno stipendio sicuro? «No, siamo convinti, e adesso ancora di più, che nella vita valga la pena rischiare per inseguire i propri sogni. Non sarà facile ricominciare, ma se si ha volontà ci sono opportunità anche in questo momento. Questo viaggio ci sta dando tanto, ma sicuramente ci ha restituito il tempo, che possiamo scandire con i nostri ritmi, e l’opportunità di avere ogni giorno un giorno nuovo ricco di emozioni ed esperienze». Simone e Lisa hanno attivato anche un blog, molto visitato, in cui raccontano come in un diario la propria storia. L’indirizzo è www.simonemarcopolo.wordpress.com

Nicola Catenaro da corriere.it

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