Sharm le disdette dopo lo Squalo

Sharm: immersioni e disdette
Difficile non seminare il panico dopo gli attacchi subiti nei giorni scorsi da alcuni turisti nelle acque di Sharm El Sheikh. Sulla destinazione, che è una delle principali mete per gli amanti di immersione e svetta in testa alle preferenze dei turisti italiani, il divieto di balneazione è stato prima imposto poi ritirato, senza che chiarezza sia stata fatta sui rischi effettivi che quest’area del Mar Rosso impone in questi giorni ai sub.
Autrici della frettolosa quanto imprudente riapertura delle spiagge sono state le autorità egiziane, secondo le quali il pericolo sarebbe stato eliminato con la cattura, nei giorni scorsi, di un esemplare di “pinna bianca”. L’animale si è rivelato non essere il vero colpevole degli attacchi subiti dai quattro cittadini russi: in seguito alla cattura una nuova vittima è stata segnalata, questa volta una signora di settant’anni, che faceva il bagno nel golfo di Neema.

Come annuncia la CDWS (Chamber of Diving and Water Sports – http://www.cdws.travel/) egiziana, le attività di immersione restano proibite in tutta l’area compresa fra Ras Nasrani e il nord di Naama Bay (dove gli esperti del Ras Mohammed National Park stanno effettuando le loro ricerche).
Esiste tuttavia la possibilità, a partire da domani (martedi’ 7 dicembre, ndr.) e dietro particolari restrizioni, di praticare attività subacquee in aree circoscritte di Sharm (fra Tiran e tutte le zone a sud di Naama Bay). Lo sport sarà infatti permesso unicamente a professionisti con un attivo di almeno 50 immersioni, accompagnati da membri del CDWS.

da Easyviaggi.com Continua

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