Severgnini e le Regole di Viaggio

viaggio1Il giornalista e scrittore Beppe Severgnini ha pensato di indicare agli italiani il modo migliore per sfruttare i viaggi brevi, spesso ricchi di insidie e ansie. Così sul quotidiano il Corriere della Sera il giornalista ha pensato di creare una sorta di guida che contiene “10 regole d’oro“.

Innanzitutto non deve mancare la curiosità. Bisogna sempre rammentare che “non esistono posti noiosi, esistono solo posti più o me­no adatti allo nostro umore in un certo momento“.

Seconda parola d’ordine è elasticità. “Per capire un posto – ha scritto Severgnini – occorre ascoltare (soprattutto i residenti), guardare (quello che succede e quello che non succede), annusare (il ‘rinonauta’ sa che gli odori so­no esplicativi ed evocativi). Stomaco: tra incoscienza alimentare e digiuno esiste una via di mezzo. Se il vostro viaggio breve consiste in quattro pasti lunghi, avete un problema“.

La terza regola d’oro è serendipity, ossia “organizzare, ma non troppo“. Preparare un viaggio va bene, ma programmare tutto fino all’ultimo istante non solo è eccessivo, ma toglie anche la possibilità di piacevoli sorprese e coincidenze.

Quarto elemento importante è la pazienza, “non esiste un viaggio senza un inconveniente“. I piccoli contrattempi, tipici di un viaggio, devono essere affrontati con leggerezza.

Serve, poi, un po’ di diffidenza, “se leggete/ sentite Vip, Elite, Exclusive!, alla larga“. Come ha scritto il giornalista “l’esclusività di massa è una contraddizione in termini, ma è il sogno di chi vende“.

Regola numero sei: calma, ossia “qualche pausa, molto sonno“. Al bando i tour de force quindi. “Concedetevi pause e momenti tranquilli – ha sottolineato Severgnini – restare seduti in un caffé guardando la vita che passa è il modo migliore per assorbire e capire una città“.

Altra parola d’ordine è apertura. Scoprire posti nuovi, ma anche rivisitare posti già conosciuti. CONTINUA

da AFFARI ITALIANI