Serbia e Bosnia decine di morti per l’alluvione

di | Maggio 18, 2014

Serbia Bosnia alluvione 07Bosnia e Serbia travolte da inondazioni, almeno 20 morti. Migliaia di sfollati, si temono i fiumi

Il conteggio delle vittime potrebbe salire con il ritiro delle acque. I due paesi balcanici non vedevano piogge di tale entità da 120 anni. Aiuti in arrivo da Russia, Slovenia, Ue e Israele. Il premier serbo Vucic parla di “catastrofe nazionale e situazione di guerra” e si appella a volontari di Belgrado

SARAJEVO – Travolte da disastrose inondazioni, in Bosnia e Serbia si contano i morti. Il bilancio continua a peggiorare, tra ieri e oggi sono stati recuperati i corpi senza vita di almeno venti persone e si teme che il numero possa salire quando le acque comiceranno a ritirarsi. I due paesi balcanici non vedevano piogge ed esondazioni di tale entità da 120 anni a questa parte, sottolineano i media.

Oggi nella cittadina bosniaca di Doboj sono stati trovati sette cadaveri, ha annunciato Milorad Dodik, il presidente della Republika Srpska, entità serba della Bosnia Erzegovina. Un’altra vittima è stata recuperata a Samac, facendo salire a 11 il bilancio solo in Bosnia, dove da mercoledì interi villaggi e città sono travolti da esondazioni e frane. Le notizie più allarmanti giungono da Maglaj dove sono seimila le persone rimaste isolate dall’acqua, così come a Doboj. Le due città sono completamente sommerse con centinaia di persone sui tetti. Cresce il livello dei fiumi e quasi 70 mila famiglie sono senza elettricità, mentre in diverse zone si registrano frane e smottamenti, che hanno già inghiottito decine di case e invaso strade bloccando i soccorritori. In alcune zone montuose della Bosnia nevica e in alcune punti la neve ha raggiunto i due metri obbligando all’evacuazione tante famiglie di pastori con le loro greggi.
Bosnia e Serbia, vittime per le alluvioni

In Croazia la parte più colpita dalle inondazioni è quella orientale della Slavonia, in particolare la regione di Pozega. Non si registrano vittime e sono state evacuate finora oltre mille persone. Anche qui  è stato mobilitato l’Esercito, e i danni all’agricoltura e alle infrastrutture ammontano finora a dieci milioni di euro.

In Serbia il bilancio è più incerto, perché le autorità si rifiutano di comunicare cifre ufficiali finché i soccorsi sono in atto. Finora le vittime accertate sono sei, ma per il premier Aleksandar Vucic sarebbero molte di più. A suo avviso sarebbero morti anche diversi soccorritori. Oltre settemila sono state finora le persone evacuate, con l’emergenza maggiore che si registra a Sabac e Obrenovac, località a poche decine di chilometri a sudovest di Belgrado, completamente sott’acqua e minacciate rispettivamente dai fiumi Sava e Kolubara, un suo affluente. Per il premier è necessario evacuare e mettere al sicuro buona parte degli abitanti delle due città, dove si stano dirigendo anche squadre di minatori a sostegno dei soccorritori. Vucic, che ha parlato di ‘catastrofe nazionale’ e ‘situazione di guerra’, ha fatto appello ai volontari maschi di Belgrado affinché si rechino in aiuto degli alluvionati.

I danni all’agricoltura e alle infrastrutture della regione sono enormi, un gran numero di strade, ponti e ferrovie impraticabili. La piena dei grandi fiumi – Danubio, Sava, Drina – ingrossati a dismisura dalle piogge incessanti e dai numerosi affluenti, fanno paura. In queste ore le forze dell’ordine stanno cercando di approntare misure di protezione per numerosi centri abitati.

L’esercito è mobilitato con migliaia di uomini. La Russia ha inviato in Serbia tre aerei Ilyushin con squadre di specialisti in situazioni di emergenza e aiuti in generi alimentari e medicinali. Aiuti anche da Slovenia, Croazia, Montenegro, Macedonia, Israele e Unione europea.

da repubblica.it

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