Scozia, Highlands e Isole Ebridi

scoziaMagia e mistero. Whisky e cornamuse. Kilt e tartan. Spettacolari castelli e panorami mozzafiato e maestosi.

Tutto il meglio che può offrire la Scozia lo si può trovare nella sua regione più bella, le Highlands. Non c’è tour che non preveda un viaggio nel territorio più settentrionale e selvaggio della Gran Bretagna. Abitato da un popolo fiero e ottimista, attivo e cordiale. Da sempre le Highlands sono state popolate da una gente che poco aveva in comune con la civiltà celtica. A partire dalla lingua, il Gaelico, sino al sistema dei clan, parola che  significa “capo”, una società fortemente gerarchizzata secondo i legami familiari. L’Inghilterra smantellò questo sistema solo nel 1746, in seguito al tentativo di Charles Edward Stuart, meglio noto come Bonnie Prince Charlie, di impossessarsi della Corona britannica. Nel XVII secolo, grazie allo scrittore Walter Scott, cominciò ad imporsi la bellezza ed il fascino romantico delle Highlands, terre che furono molto a cuore anche alla regina Vittoria. Le condizioni economiche di queste terre però restarono a lungo molto dure, tanto da contribuire ad un forte fenomeno di emigrazione oltreoceano. Oggi più di metà degli abitanti delle Highlands e delle isole circostanti vive ancora in comunità che contano meno di mille persone. La scoziahighlandspesca, il petrolio, l’artigianato e la produzione del whisky sono oggi fiorenti e la popolazione è in crescita. Highlands, ovvero “terra del nord”, per molti è la regione più bella e selvaggia di tutta la Scozia: in effetti salendo verso nord le campagne si fanno ancor più verdi inframmezzate da romantici laghi immersi in foreste ridenti, nonché in magici ruderi di castelli. Il clima è generalmente molto più rigido di quello dell’Europa meridionale, eppure in certe giornate estive perfino alle Ebridi si può girare in T-shirt. Unico consiglio: vestirsi “a strati”, pronti a togliersi maglia, maglione e giacca via via che il sole scalda. E non dimenticarsi l’ombrello.

scoziahighlands1Porta di accesso agli Highlands occidentali ed anche la capitale della regione è Inverness, cittadina da 40 mila abitanti divisa dal corso del Ness. Praticamente circondata dalle acque, Inverness ha una storia molto antica ma del suo passato resta poco perché fu più volte distrutta e ricostruita. Meritano una visita invece i suoi dintorni:

  • il vicino Culloden Moor, ad esempio, teatro della famosa battaglia del 1746 quando gli Stuart che volevano riconquistare il trono furono sconfitti e le Highlands vennero definitivamente sottomesse.

Proseguendo lungo la Valle del Nairn si incontra

  • il Cawdor Castle, notevole castello d’età elisabettiana in cui Shakespeare avrebbe ambientato il suo “Macbeth”. Il castello, cui si accede attraverso un ponte levatoio, è un tipico esempio di stile baronale del 1400.
  • Sulla costa invece c’è il grande Fort George, fra tutte le fortificazioni fatte erigere dagli inglesi nel Nord della Scozia senza dubbio la meglio conservata.
  • Splendido per posizione è, più a nord a Golspie, il Dunrobin scoziahighlands3Castle, da sette secoli proprietà dei duchi di Sutherland. E’ uno dei più antichi castelli scozzesi, anche se più volte ritoccato, ricco di mobili d’epoca, arazzi e quadri (tra cui due Canaletto) e circondato da uno splendido giardino.

La parte più settentrionale delle Highlands è quella dove la natura si fa più selvaggia, con le coste tempestate dalle onde. Qui si congiungono mare del Nord e Oceano Atlantico e partono i traghetti per le isole Orcadi. Da non perdere una visita a:

  • Wick, cittadina il cui nome rivela l’antica fondazione vichinga;
  • Thurso, più a nord, dalle caratteristiche stradine a scacchiera;
  • il porticciolo di Melvich, il cui fiume è celebre per la pesca ai salmoni
  • e soprattutto l’antico villaggio di Durness, base di partenza per scoziahighlands4raggiungere capo Wrath, la punta estrema delle Highlands.

Tornando verso sud lungo la costa ecco Ullapool, uno dei centri più popolosi e belli del Wester Ross, il tratto nordoccidentale delle Highlands. Le caratteristiche principali di questa cittadina sono le strade meticolosamente tracciate ad angolo retto ed il porto, rivolto ad una baia scolpita in modo tale che nessun ingegnere riuscirebbe a progettare. Qui arriva anche la corrente del Golfo, mitigando il clima, e da qui partono i traghetti verso l‘isola di Lewis, delle Ebridi esterne.

Divise in esterne ed interne, le Ebridi contano circa 500 isole, per secoli custodi di antiche tradizioni gaeliche. Promontori selvaggi battuti da un forte vento e punteggiati di laghi ne caratterizzano l’interno, mentre le coste regalano insenature e miriadi di scogli e isolette.

scoziaebridi2Delle Ebridi merita un discorso a sé l‘isola di Skye, la gaelica Eilean a’ Cheo, ovvero l’isola della nebbia, collegata da un ponte alla terraferma. Caratterizzata da scenari tra i più impressionanti offerti dalle isole britanniche, con un aspro altipiano vulcanico nella parte settentrionale, pianure e colline a sud e divisa in diversi loch di mare, cosicchè  il viaggiatore non si trovi mai a più di 8 km di distanza dal mare.

Tramite la superstrada A9, si torna in territorio scozzese e l’itinerario riprende da Fort William, animata località di villeggiatura, per visitare tutta la Great Glen, la vallata che è il cuore delle Highlands, ricca di scoziahighlands5foreste, laghi e vallate. Ma anche di distillerie di whisky (si scrive così, senza la “e”, per distinguerlo da quello irlandese), più di 300 sparse all’interno di modesti villaggi nati nei secoli scorsi forse proprio per dare asilo ai lavoratori delle distillerie. Uno dei centri più famosi della valle è il paesino di Rhodes, noto come l’ombelico della zona, dove hanno sede alcune delle più importanti distillerie di whisky scozzesi, tra cui la cui più famosa è la Glen Grant.

Proseguendo da Fort William lungo il Caledonian Canal si arriva a Loch Ness, con i suoi 39 chilometri il più lungo lago nella serie di specchi d’acqua di formazione glaciale che caratterizzano la Great Glen. La sua fama nasce scoziahighlands6già nel VI secolo, quando un mostro che abitava le sue acque venne avvistato da San Colomba. Ma è dagli anni Trenta, quando una serie di impressionanti fotografie mostravano una specie di dinosauro dal collo lungo, che nasce il mito di Nessie, nome alquanto vezzoso attribuito dagli scozzesi al mitico animale. Per saperne di più conviene visitare il Loch Ness Monster Exibition Centre, che si trova a Drumnadroicht, poca distanza ad ovest del lago. CONTINUA

da VIAGGIEGITTO