Mondo snowboard a Cortina

Rivoluzione snowboard a Cortina
Inaugurato lo snowpark. La pista di Socrepes dedicata ai “rapper” del circo bianco. La capitale delle Dolomiti e dello struscio d’alto bordo s’adegua alla concorrenza

di Lara Gusatto

Slow sky e freestyle, lunghe pause di contemplazione e salti mortali da trampolini di neve: la rivoluzione sulle piste passa attraverso questi due estremi. Anche a Cortina. Meta di un turismo blasonato, ricercato e un po’ tradizionale, la perla delle Dolomiti si aggiorna e lo fa dedicando (già da novembre) la pista Vitelli del Faloria ai seguaci del modo di vivere dettato da Slow Food, mentre, ed è questa la novità di oggi, 3 gennaio, il tracciato di San Zan a Socrepes è diventato terreno di conquista di snowboarder ed étoile degli sci.

Da una parte chi si gusta la discesa con lentezza, curva dopo curva, approfittandone per ammirare il panorama; dall’altra tute sgargianti, casco in testa e tavola colorata ai piedi, perché lo sci è soprattutto spettacolo e free style. In realtà non si tratta di novità assolute nel panorama italiano: lo slow sky è praticato anche in Val d’Aosta, sul Cervino, e in Val Badia dove è possibile concedersi delle pause “gustose” con break time di alta gastronomia. Gli snowpark invece – aree attrezzate per i free rider che allo sci chiedono qualcosa in più di discese veloci e curve strette – esistono già in diverse località turistiche montane. Livigno è il loro santuario italiano, ma si trovano spazi dedicati anche a Madonna di Campiglio. Proprio per competere con le altre destinazioni sciistiche e colmare una lacuna, Cortina ha deciso di aprire le sue dorate porte ai pantaloni col cavallo abbassato e alle giacche larghe.

Vestiti esuberanti e tanta voglia di divertirsi (sempre in sicurezza, in uno snowpark il casco è obbligatorio) che oltre all’allegria e allo spettacolo portano con se un bel po’ di indotto. Gli ultimi dati (Nielsen 2004) contavano 461mila snowboarder in Italia e una spesa complessiva di 200 milioni di euro, 440 euro a testa tra abbigliamento, lezioni e skipass.  Ma chi si nasconde dietro la tavola? “In maggioranza sono giovani, tra i 15 e i 30 anni – spiega Maurizio Alberti, maestro di snowboard di

Cortina – che cercano e trovano in questo sport più libertà e meno regole tecniche rispetto allo sci”. Ma le eccezioni non mancano “Lo snowboard – continua Alberti – è una disciplina trasversale praticata sia dal bambino di cinque anni che dal padre di cinquanta che lo accompagna sulle piste e dopo anni di sci tradizionale decide di provare qualcosa di nuovo”. E proprio per soddisfare tutte le tipologie di snowboarder lo snowpark di San Zen è stato diviso in due aree di diversa difficoltà: la Easy Line, dedicata ai più piccoli e agli esordienti, e una Media Line per i più esperti.

La Easy Line mette alla prova i neofiti con quattro kikers da 1-2-4-6 metri, un box e un rail a terra, mentre i surfer navigati potranno esibirsi con un super box kink di 4 metri piano e 4 metri discesa, un t-box di 3 metri, un rail tubo di 3 metri, bidoni bonk-wall ride di 3 metri per 2, ed infine un tree bonk con spina. Salti e ostacoli aperti a tutti dal 3 gennaio nel Cortina Snowpark del comprensorio delle Tofane, sotto a Rumerlo, lungo i 500 metri della pista San Zan.

I tempi delle piste vietate agli snowboard sono un ricordo lontano, le tavole adesso sono presenti su tutti gli impianti, ma uno snowpark è qualcosa di diverso e più allettante “L’area è dedicata a chi sugli sci vuole sperimentare, quindi non solo snowboarder ma anche freerider in generale, come chi usa i twin tips (sci con doppie punte davanti e dietro)” ci spiega Nicola Dibona, maestro di snowboard di Cortina. “In uno snowpark – continua il collega Maurizio Alberti – ci sono strutture apposite per allenarsi come box, wall ride, tree bonk (salti, ringhiere ecc) realizzate in neve che necessitano di una manutenzione giornaliera”. E a prendersi cura dei surfisti di Cortina ci pensano due shapers, esperti incaricati di disegnare e realizzare ostacoli e salti e mantenere la neve morbida “Per noi è già un traguardo, un tempo si pensava che lo snowboard con Cortina non c’entrasse nulla – dice Dibona, che però precisa –  ce n’è ancora di strada da fare, a Livigno gli shapers sono 60”.

Nonostante qualche tentativo negli anni precedenti, il mondo che gira intorno agli snowboarder è stato finora limitato per le strade della Perla delle Dolomiti. Ci sono un paio di negozi dedicati all’abbigliamento freestyle e qualche locale come l’LP26, sede delle feste durante la Snowboardcross Cup tenutasi a Cortina lo scorso dicembre. “La cultura dello snowboard – conclude Alberti – e quella della struscio in centro non sono esattamente compatibili, ma intanto iniziamo con uno snowpark, poi si vedrà”.

da VIAGGI.REPUBBLICA.IT

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