Savona al mare con la tenda un po’ abusivi Video spiaggia dei poveri a Malpasso

Il “bivacco” al prolungamento  Savona, al mare con la tenda

Savona – «Com’è la situazione? Tutto tranquillo. Scendete». Alle 20 di un caldo sabato sera milanese Alexandro e Luis smontano dal lavoro e in due ore raggiungono amico, mogli e figli al Prolungamento. Aggiungono una tenda e fanno salire la densità abitativa di quello che due notti fa era qualcosa più che un piccolo accampamento. Sarà che è uno degli ultimi week end estivi, o uno dei primi veramente caldi, o forse infine l’ultimo della tendopoli che secondo vigili urbani e Comune ha le ore contate. Sono una ventina, le tende issate al tramonto al Prolungamento. E le storie dei tre giovani centroamericani e delle loro giovani famiglie ormai italiane non sono le uniche, in un litorale popolato da uomini, donne e bambini che preferiscono il rischio di uno sgombero all’assottigliarsi un portafogli già esangue. La tenda nel bagagliaio, e se va male si dorme in macchina. Se solo un italiano su cinque, quest’anno, è andato in vacanza, un significativo campione di quei quattro rimasto a casa è qui, nel Ponente. Che non è esattamente un litorale da abusivi. Anzi. Le spiagge libere sono poche, le altre super controllate. Al Malpasso, Varigotti, la notte faidate è un’impresa. Mauro, un cairese che a 53 anni farebbe volentieri altro, piuttosto che passare tutte le notti estive qui, all’una ha messo in fuga, ormai, tutti i temerari. O quasi: «Ci sono due pescatori, lì a destra, ma non mi convincono. Secondo me fanno i furbi». Hanno le canne da pesca, Marco e Dolores. Nel lettino dorme Noemi, avvolta in un sacco a pelo. Se fingono lo fanno bene: «Io ho il brevetto – dice lei – faccio surf casting. Giriamo le spiagge, ci piace pescare di notte. Che c’è di male?». Rischiano una multa di 200 euro, se qualche pubblico ufficiale li descrive come attendati, ma loro continuano a pescare. Arrivano da Cuneo, nel fine settimana lasciano la fabbrica e fanno il fine settimana così. Economico e un po’ avventuroso. Se è l’escamotage per evitare i controlli, è geniale.

Il videoservizio di Valerio Arrichiello

Lo star light in cima alla canna da pesca è l’unico espediente per passare la notte in spiaggia, e da qui a Savona ci sono solo sacchi a pelo negli anfratti o sotto le scale di accesso al mare. Le spiagge sono off limits. In un parcheggio di Vado, a due passi dal molo, si ritrovano senza darsi appuntamento i respinti dalle spiagge. Tra le due e le tre, quando il passaggio del popolo della notte si è rarefatto, si piazzano qui. Da Varigotti, Spotorno, persino Varazze, trovano qui l’oasi di sosta gratuita. Qualcuno piazza la tenda sul prato, altri stendono il sacco a pelo. Martin e Carmen, peruviani, vivono a Torino, lui lavora in fabbrica e lei come badante. Dicono che è più bella così, la vacanza, e il loro piccolo Eugenio scorrazza prima di crollare sul sedile posteriore dell’auto. Franca e Nicola, invece, lo dicono senza perifrasi: «Non abbiamo soldi. Dormiamo in macchina per questo. E l’ultima vacanza vera l’abbiamo fatta 17 anni fa». Hanno 48 e 47 anni, sono lei sardo-napoletana e lui calabrese, vivono nel Torinese, lei in fabbrica, part time, e lui carrozziere. Nel fine settimana infilano il cane nella loro vecchia station wagon. E partono: «Non troppo lontano, ed evitando l’autostrada perché costa». Si fanno la grigliata, un bagno al mare e la domenica si torna. «Sono vacanze queste? No, ma non possiamo spendere uno stipendio intero».

Sono quasi le quattro. Il popolo degli imboscati ormai dorme. A Savona, in via Nizza, a una cert’ora il sacco a pelo è concesso. Ce ne sono una decina, silenziosi e ronfanti, nell’angolo accanto a uno stabilimento: «Sono quasi tutti romeni – dice il guardiano – tutti tranquilli. Vengono, dormono, se ne vanno». Qualche centinaio di metri più in là, al Prolungamento, la cittadella degli abusivi. Tende di ogni tipo, barbecue qua e là, poche tracce del disordine segnalato il giorno prima dalla municipale. Un po’ di confusione e colore, questo sì. Ragazzi, adulti, bambini, famiglie intere. Un senegalese dorme fuori perché fa troppo caldo. In fondo, la comunità di El Salvador attende il mattino: «Non capisco – dice Alexandro, il più loquace – questi divieti. Da noi ci sono 20 mila chilometri quadrati ma le spiagge sono di tutti. Comunque ci accontentiamo di poco. E non abbiamo paura degli sgomberi». Sono le sei e mezza, l’alba illumina la tendopoli del Prolungamento, quella che forse oggi non ci sarà più. Qualcuno comincia a uscire e saggiare l’acqua. Tra poco metteranno tutto via, e saranno bagnanti come tutti gli altri.

Leave a Reply