San Pietroburgo ed i mini hotels

Mini-hotel, grande charme

Non solo grandi hotel: in città la grande novità dell’hôtellerie sono i piccoli alberghi di design. Centrali, economici, sorprendenti.

san_pietroburgo1Dormire a San Pietroburgo senza spendere un occhio della testa? La grande novità nella città russa, dove dai tempi di Gogol’ tutto ruota intorno agli storici hotel del centro, sono proprio gli alberghi di fascia media, dove il rapporto qualità-prezzo è ottimo, ma anche gli affascinanti mini-hotel, in variante “art” o “boutique”.

In centro, a est della Prospettiva, il Dostoevsky è l’esempio di rinnovato hotel pietroburghese di fascia media (ma le stanze sono impeccabili e curate) con un benefit: la vista sulla cattedrale di Vladimirskij, celebre per le sue icone. Prenotate dunque con vista sulla piazza, e concedetevi un drink nel bar al settimo piano, praticamente sopra una delle cupole. Siamo anche vicini alla metro e in una zona di mercatini che ruota intorno al mercato coperto di Kuznecňyj, dove i contadini del Caucaso vendono miele, formaggi e ortaggi mai visti.

Nati nel 2003 per l’insufficienza di posti letto, i mini-hotel sono una soluzione ideale. Centrali, sono ospitati in case ristrutturate dopo la sovietizzazione degli Anni 50 e stipate di mobili e oggetti d’epoca. Un vero gioiellino è l’Antique Hotel Rachmaninov, dove si può dormire nella stanza dove il musicista visse e compose nel 1884-85. Nascosto dietro un anonimo portone, ai piani superiori di una casa di Kazanskaja ulica, il piccolo hotel alterna lo stile Ottocento della zona café, ricreato con pezzi originali dalla proprietaria, Kourenbina Oksana, ai corridoi colorati da esposizioni temporanee, mentre le porte delle camere sono state personalizzate con pitture dei migliori pittori pietroburghesi, riuniti qui recentemente per un party di corridoio. Lei vi mostrerà le foto di com’era la casa fino a pochi anni fa (in ogni stanza vivevano fino a 5-6 persone) per poi condurvi alla galleria fotografica che si è inventata nel cortile al termine dell’oscuro tipico passaggio a ponte.

Divertente l’impostazione dell’Alexander House (questi russi hanno un debole per l’interior design): un palazzo in zona Mariinskij trasformato in un boutique hotel di 14 grandi camere, ciascuna ispirata ai colori di una diversa città, dalla tropicale Bali all’arabica Marrakesh. E in cortile, come pare facessero ovunque un tempo, si coltiva la vite.

Per capire infine quanta strada ha fatto l’hôtellerie locale, passate dal Park Inn-Pulkovskaya: pura architettura soviet a suon di cemento nel più sovietico dei vialoni, quello per l’aeroporto. La vista, in questo caso, è sul Monumento agli Eroici Difensori di Leningrado.

da IL CORRIERE DELLA SERA

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