Roma 1 maggio la beatificazione di Giovanni Paolo II

Concerto e papa, Roma off limits

Tra la beatificazione di Wojtyla e la musica a San Giovanni, si prospetta un’invasione di 2-3 milioni di persone. Prezzi degli alberghi alle stelle, ma nessuno ha ancora abbozzato un piano viabilità

Un milione di pellegrini? Due, tre milioni? Quante saranno le persone che il Primo maggio arriveranno a Roma per la beatificazione di papa Wojtyla e il concertone di piazza San Giovanni? Per ora c’è una sola certezza: per la capitale, sarà una giornata da bollino rosso.

I visitatori. Le prime stime parlavano di una massa di fedeli in movimento. “Si ipotizza che potrebbero arrivare nella città eterna oltre 2 milioni di persone. Del milione già prenotato metà provengono dalla Polonia, ma anche da Paesi di forte tradizione cattolica quali la Spagna, il Portogallo e il Sud America”, diceva circa una settimana fa il vicesindaco Mauro Cutrufo. Ma ora i numeri sono stati rivisti al ribasso, in particolare dall’Opera romana pellegrinaggi che gestisce la convergenza sulla capitale dei pellegrini che hanno prenotato tramite le strutture ecclesiastiche e le parrocchie. L’ente del Vaticano vuole restare cauto e prevede al momento un afflusso inferiore al milione. Oltretevere, del resto, è ancora viva la memoria dell’esposizione della salma di Padre Pio, quando il numero di fedeli arrivati fu largamente al di sotto delle attese. In Campidoglio, cautamente, si parla di circa un milione e mezzo di persone in arrivo.

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Ma stavolta le cose potrebbero andare in maniera molto diversa. La data scelta dall’arcivescovo di Cracovia Stanislaw Dziwisz, per circa trent’anni segretario di papa Wojtyla a Roma, conosciuto come “don Stanislao”, non è una data qualunque: il primo maggio infatti è domenica e il 3 in Polonia è festa. Moltissimi connazionali di Giovanni Paolo II, insomma, potrebbero approfittarne per rendere omaggio al ‘loro’ Papa. Una possibilità che in Campidoglio hanno ben chiaro, e che provoca qualche velato malumore.

Più netta, invece, è la contrarietà che arriva dalla Fiavet Lazio. Andrea Costanzo, presidente della Federazione che riunisce le agenzie di viaggio, sottolinea che un evento del genere andava annunciato molto prima del 15 gennaio: “Abbiamo viaggi di gruppo che organizziamo con mesi, o addirittura anni di anticipo. E ad oggi ancora non sappiamo qual è il piano per la viabilità cittadina  –  spiega Costanzo  –  Abbiamo bisogno di sapere se le prenotazioni di musei e ristoranti che abbiamo fatto pensando ad un certo itinerario in pullman sono ancora valide”.

La mobilità. L’argomento della viabilità sarà al centro di un summit del tutto particolare, nell’ambito delle riunioni della cabina di regia che unisce le due sponde del Tevere e che si incontra ogni lunedì in Campidoglio, sarà il vertice del 7 marzo, dedicato proprio alla pianificazione della mobilità per il grande giorno. Alla riunione parteciperanno anche rappresentanti di Trenitalia ai quali si chiede di potenziare l’orario dei treni, con particolare riguardo ai collegamenti regionali, per agevolare l’afflusso dei visitatori nella Capitale.

Sarà poi messa sul tappeto la questione della circolazione stradale. Su indicazione del prefetto infatti, la città, dal punto di vista degli spostamenti, sarà divisa in due zone per evitare potenziali situazioni di caos che potrebbero sorgere dall’incontro tra il flusso di gente diretto a San Giovanni e quelli diretti a piazza San Pietro, luogo della cerimonia di beatificazione, e al Circo Massimo, dove il rito potrà essere seguito in diretta tramite dei maxischermi. Nell’attesa, il Comune sta cominciando a sistemare gli spazi esterni delle basiliche romane che potrebbero essere meta dei fedeli: San Paolo fuori le mura, Santa Maria Maggiore, Santa Croce in Gerusalemme, San Giovanni e, naturalmente, San Pietro.
I costi. Intanto, dalle serrate e blindatissime riunioni tra gli organi vaticani e quelli italiani riuniti nella cabina di regia che supervisiona la macchina organizzativa della beatificazione di papa Wojtyla, trapelano i primi dati sui costi che ricadranno sulle istituzioni capitoline per la gestione del maxi-evento. Una prima stima parla di 5 milioni di euro la stima della cifra che il Comune di Roma dovrà sborsare per fare fronte a tutte le spese straordinarie. La cifra rappresenta però soltanto la parte dei costi che si accollerà il Campidoglio e non l’intera cifra di un appuntamento dal richiamo mondiale e che si può immaginare di gran lunga superiore.

Secondo quanto trapela dai resoconti delle riunioni che coinvolgono il Comune, la prefettura, la questura e le altre forze di polizia, la Provincia e la Regione da un lato e il Vicariato e l’Opera Romana Pellegrinaggi dall’altro, il Vaticano, tramite l’Orp, si è impegnato ad assumere su di sé l’intero onere delle spese dell’evento, in particolare per gli aspetti che riguardano gli impianti e le strutture che dovranno essere montati per l’occasione. E tuttavia ci sono costi – come quelli di pulizia urbana, quelli relativi agli straordinari degli agenti di polizia municipale, dei conducenti di autobus e metrò, del mancato introito dei biglietti dei mezzi pubblici ai quali, in alcune fasce orarie, sarà possibile accedere gratuitamente – ai quali non potrà che provvedere l’amministrazione capitolina.

Le tariffe. Ma c’è un’altra questione che continua a tenere banco: il caro-alberghi. “Il periodo tradizionalmente è considerato medio-basso, ma appena arrivato l’annuncio è diventata altissima stagione. Per un quattro stelle ora si arriva anche a mille euro”, dice con disapprovazione Costanzo (“E’ una questione etica e di immagine”), sottolineando che già ora i posti letto scarseggiano e con l’avvicinarsi della data fatidica i prezzi aumenteranno ancora: “Per un gruppo di 32 persone ho trovato una sistemazione a Firenze, lì per un tre stelle superiore pagano 220 euro a testa, qui a Roma sarebbe costato quasi il triplo. E poi si fa quasi prima ad arrivare a Roma percorrendo l’autostrada che la Pontina o il Raccordo”.

“Il prezzo medio di una camera di hotel nella categoria più bassa per la settimana precedente al 1 maggio è di 50 euro – fanno sapere dal sito di Volagratis – Durante il weekend del 1 maggio, invece, il prezzo medio di una camera della stessa categoria è di 200 euro”. Dal sito confermano anche l’ormai limitatissima disponibilità di stanze per il fine settimana della beatificazione, “mentre per il weekend precedente al 1 maggio ne sono disponibili  801 per la  stessa categoria di alberghi”. Inoltre sul sito tablethotels.it, che raggruppa i migliori hotel di design e boutique hotel del mondo sono finite le stanze con prezzi inferiori ai 150 euro mentre rimangono ancora disponibili le stanze con prezzi oltre i 180 euro a camera.

E c’è chi ha scelto di bypassare direttamente il problema hotel: “Un gruppo proveniente dall’estero  –  rivela il presidente di Fiavet Lazio – ha trovato più economico organizzare un charter e fare andata e ritorno. Altro che tassa di soggiorno  –  conclude Costanzo con una battuta amara – questi di soggiorno non pagano proprio nulla”.

di Giovanni Gagliardi da repubblica.it

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