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Roma e le polemiche per i nuovi percorsi running

Villa romana del Casale di Piazza Armerina 01Nuovi percorsi running, ville in rivolta
cippi di cemento e sentieri hi tech

ROMA – Quando si dice che lo sport unisce. Anche nel coro delle critiche. E’ quello che sta accadendo al progetto per i lavori di riqualificazione dei percorsi running all’interno di quattro aree verdi e storiche che porta la firma del Dipartimento allo sport del Comune di Roma. Un’operazione che sarà discussa per la sua approvazione definitiva nella conferenza di servizi in programma l’11 febbraio, forte di un finanziamento di 400mila euro.

In prima linea, i podisti – amatoriali e agonisti – di Villa Pamphilj, parco di 184 ettari, meta prediletta di amanti dello sport all’aria aperta, che possono correre godendosi monumenti di ben quattro secoli di storia della città. Ad allarmare l’Associazione Amici di Villa Pamphilj, che raccoglie tante realtà sportive del territorio, è il progetto di inserimento di nuovi sistemi di segnalazione delle distanze, abbinati ad un’apposita cartellonistica e a strutture per la sosta e lo stretching.

MAPPE E SEGNA-DISTANZE
Nulla di male se non fosse che l’idea originaria del design dei conta chilometri consista in cippi di cemento alti 1,65 metri a segnare ogni chilometro, intervallati da massi più bassi, ogni cento metri utilizzabili anche come sedute. Il tutto per un circuito specifico di dieci chilometri. «Siamo preoccupati per la qualità di queste strutture, sia per l’impatto ambientale sia soprattutto per l’utilità nei confronti dei podisti – dichiara Francesco Granese presidente dell’associazione Amici di Villa Pamphilj – Siccome noi viviamo quotidianamente in prima persona la villa, ci chiediamo quali criteri siano stati studiati.

Qui i sentieri per la corsa sono scavati dalle piogge, resi dissestati dalle radici che affiorano. Questi andrebbero rimessi a posto. Al corridore poi non serve un cippo, un palo o un cartello che indichi la distanza percorsa: ormai tutti hanno l’orologio, col Gps, e l’Iphone. Quello che veramente serve è un fondo sicuro che non produca infortuni nella corsa. Per questo chiediamo all’amministrazione comunale di essere coinvolti, per visionare i piani e confrontarci, senza scopo di lucro, sulle reali esigenze dei corridori a Villa Pamphilj. Invieremo domani una lettera al Dipartimento dello sport per chiedere di partecipare all’incontro».

E nel dibattito interviene l’associazione sportiva Albatros che organizza la Christmas Run, evento che a dicembre ha registrato 1440 partecipanti: «Se davvero ci sono delle risorse da investire nello sport nelle ville, allora che siano speseo nella sicurezza dei percorsi, ma non nella segnaletica», dice il presidente Claudio Santini. Da Villa Pamphilj, il progetto running coinvolge anche Villa Ada, altro tempio dei corridori con i suoi 160 ettari, il cosiddetto Biscotto di Caracalla e la valle della Caffarella.

PARERI NEGATIVI
E ha già intascato pareri dai tecnici della Sovraintendenza capitolina ai beni culturali, che hanno sottolineato l’uso di materiali non compatibili con l’ambiente (cemento e acciaio), il numero e il tipo degli ingombri non idonei, una cartellonistica non adeguata al paesaggio. Parere negativo è fioccato subito dall’ente Parco regionale dell’Appia Antica: «Il running nella Caffarella lo possiamo accogliere solo all’interno di un sistema promiscuo di attività, tra ciclisti, chi fa trekking, chi passeggia – commenta la direttrice Alma Rossi – Non è possibile individuare sentieri specifici in un percorso naturale».

Bocciati su tutta la linea i cippi in cemento e la segnaletica in metallo per 2,5 chilometri. Anche perchè il progetto prevede di trattare porzioni di sentieri con un materiale tecnico. Dura la posizione della direzione dell’Appia Antica: «La Soprintendenza non ha ancora ricevuto la documentazione del progetto e non possiamo così esprimere il nostro parere, pertanto non parteciperemo alla conferenza di servizi», annuncia Rita Paris. Eppure un illustre precedente c’è: Villa Borghese. Con un progetto comunale, il circuito è segnato con paletti in legno alti circa 30 centimetri, installati ogni 500 metri. Materiale compatibile con l’ambiente e col decoro estetico. Ci si chiede perchè non ripetere questa sperimentazione.

di Laura Larcan  da ilmessaggero.it

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