Rimini Jazz 2011

Jazz d’autore a Rimini

Finita l’estate Rimini chiude gli ombrelloni e apre le porte al jazz d’autore con un festival della durata di 3 giorni (dal 30 settembre al 2 ottobre) dove ascoltare gratuitamente la storia della musica nello scenario del Teatro Novelli. Nata dalla passione per questo genere musicale dell’Associazione culturale riminese Amici del jazz – e sostenuta dalla Regione Emilia Romagna e dalla Provincia e dal Comune di Rimini – la manifestazione è un excursus storico dalle origini delle sonorità care a New Orleans alla nascita dello swing, per scoprire l’evoluzioni del jazz tra il 1910 e il 1945 attraverso le “mani” di grandi artisti di oggi.

A inaugurare la kermesse sarà il 30 l’ottetto di Milano Hot Jazz Orchestra che ricreerà per il pubblico in ascolto l’atmosfera della città statunitense agli inizi del XX secolo con arrangiamenti originali dell’epoca e strumenti come il banjo, il bassotuba, la cornetta e il washboard (strumento a percussione).

La seconda serata traccia insieme alla Roman Dixieland Few Star diretta da Michele Pavese il percorso fatto dal primo jazz allo spiritual, al blues allo swing fino alle composizioni di Gershwin e Duke Ellington. Si chiude domenica 2 con la Trieste Early Jazz di Livio Laurenti sulle note dei ruggenti anni ’20 e il periodo d’oro dei musical di Broadway, riprodotti dalle coreografie di due ballerini. Generalmente tenutosi d’estate, quest’anno il Festival di Jazz riminese sancisce l’arrivo della stagione autunnale che la città – sebbene sia la più grande delle località balneari della Riviera con 15 chilometri di spiaggia e 230 stabilimenti – accoglie con la classica ospitalità che la contraddistingue.

Abituati a conoscerlo soprattutto per le sue doti “marine” e vacanziere si rimane piacevolmente stupiti nello scoprire che il cuore della costa romagnola, sempre vivo nella memoria felliniana, è un luogo ricco di storia, di vita durante tutto l’anno, di svago e cultura.

Fondata nel 268 a.C. dai romani Rimini conserva un importante patrimonio artistico che va dalle opere imperiali – l’Arco Augusto, eretto dall’Imperatore nel 27 a.C., il Ponte Tiberio da cui parte la Via Emilia che arriva fino a Piacenza, la Piazza dei Tre Martiri, antico foro – ai resti della Signoria dei Malatesta e all’epoca moderna in cui mosse i primi passi da famosa località turistica. Di recente apertura al pubblico è la piccola “pompei” riminese della Domus del chirurgo, antiche macerie della dimora di un medico di cultura greca che hanno rivelato un ricco tesoro di strutture, mosaici, intonaci, arredi e suppellettili, oltre a un eccezionale corredo chirurgo-farmaceutico di epoca romana.

Se il Castel Sismondo e il Tempietto Malatestiano – che ospita un affresco di Piero della Francesca e che fu progettato da Leon Battista Alberti – la dicono lunga su Sigismondo Pandolfo Malatesta e sugli anni della Signoria, sono le opere più attuali a raccontare di una Rimini con tanto passato sì ma con un piede già nel futuro: il Grand Hotel (con la suite Fellini dove il regista amava essere ospitato), Marina Centro con la sua “palata” (molo alla fine di Viale Tintori, che ispirò l’arrivo del transatlantico Rex in Amarcord), il carattere “palpabile” di una città di ultima generazione (sempre in anticipo su tendenze e locali alla moda).

Emanuela Puoti da lastampa.it

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