Renzo Rosso e la Diesel Farm tra Marostica Bassano e Molvena

Renzo RossoRenzo Rosso: vi presento il mio vino
Per i lettori di D.it, il patron di Diesel apre le porte della sua Farm, a pochi chilometri da Bassano del Grappa (Vicenza). Oltre ad allevamenti di animali e a un meraviglioso orto, nella tenuta si producono tre tipologie di vino, due di olio e una di grappa. Tutte rigorosamente di altissima qualità e bio

Sono davvero stupefacenti, quasi contagiose, l’energia e la passione che Renzo Rosso trasmette. In tutto ciò che fa, in tutto ciò in cui crede, lui investe completamente l’anima. E questo modo di agire è vincente. Non basta solo rischiare, è necessario, prima di tutto, emozionarsi ed emozionare. Abbiamo intervistato Rosso non per parlare di moda o di tendenze. Abbiamo deciso stavolta di farci raccontare una delle sue più grandi passioni, legate al passato: un ricordo che lo fa tornare piccolo, quando veniva introdotto dal padre, perché minuto, nelle botti del vino per pulirle. Da questa memoria è nata la Diesel Farm, una vera e propria azienda vinicola, che produce circa 15 mila bottiglie l’anno.

Quando è nato il progetto Diesel Farm?
“Nel 1994. I proprietari precedenti dell’intera tenuta (più di 100 ettari che si estendono su sette colline di Marostica, in provincia di Vicenza, ndr) volevano lottizzarla per creare una piccola Beverly Hills: tante case lussuose con giardino e piscina. Ho deciso allora di parlare con il papà dei figli imprenditori e l’ho comprata. Il mio intento non era quella di frazionarla e di investire nel mattone: volevo tenerla così come era. Oggi è una bellissima tenuta, divisa a metà da una strada percorsa ogni mattina dagli amanti del jogging, come me. Qui si trovano tutte le vigne, molti animali da allevamento, orti biologici, un intero oliveto… Insomma, un vero e proprio paradiso naturale! Ed è diventato il luogo in cui organizzo pranzi e cene con gli amici e la mia famiglia, oltre a una location segreta, dove invito le persone per stringere contratti e accordi lavorativi: una zona protetta, dove spesso mi ritiro, mi nascondo. Diventerà la mia residenza per la vecchiaia (ride, ndr)”.

Quante persone lavorano in Diesel Farm? Di che età?
Non molte: qualche contadino in pensione, fino ad arrivare a giovani di 20 anni. Confido molto nella loro forza, soprattutto creativa. Ed è anche per questo motivo che ho dato inizio a una collaborazione con l’Istituto Agrario Alberto Parolini di Bassano del Grappa. Qui gli studenti posso venire a vedere, ‘toccare’ con mano il lavoro nelle ore di lezione e imparare direttamente sul campo. Molti, poi, decidono di fermarsi per iniziare uno stage formativo. Un’interazione indispensabile tra il mondo dello studio e quello del working.

Come è nata l’idea di creare una vera e propria “collezione” di vino?
“Prima di tutto, Diesel Farm non è nata per essere un investimento ‘economico’, bensì per pura passione del mondo rurale, che ricorda la mia infanzia. Un giorno ho chiamato il famoso enologo Roberto Cipresso. Dopo un’attenta analisi e dopo aver concluso sondaggi per ottenere dei dati tecnici, mi ha espresso il suo parere più che positivo riguardo la risorsa che avevo appena acquistato: per lui la tenuta sarebbe potuta diventare una piccola Borgogna del nord Italia. Insieme, quindi, abbiamo deciso di progettare il vigneto: trovare la posizione giusta per i tralci è stato facile, perché la tenuta si trova a 300 metri dal livello del mare, a 55 chilometri dalla costa e dalle pre-Alpi, in mezzo alle diverse correnti che danno vita a un microclima unico. Fare vino è davvero come realizzare il più bell’abito d’alta moda in atelier: ci vuole passione, energia, attenzione, cura nei particolari e soprattutto creatività”.

Come è cambiata la produzione in questi anni? Quali prodotti realizzi oggi?
“Dal 1999, anno della prima produzione, le cose sono cambiate. Oggi tutta la produzione è realizzata utilizzando la più esasperata tecnologia. Per esempio, per creare il ‘nero di Rosso’, ottenuto da uve di Pinot Nero, leviamo la buccia da ogni singolo chicco. O ancora: per preservare i sapori, abbattiamo velocemente, grazie a un processo tecnico, la temperatura di ebollizione del mosto da 34 a 4 gradi. Diesel Farm produce 15 mila bottiglie l’anno per tre tipologie di vino: ‘bianco di Rosso’, uno Chardonnay fermentato in botti di rovere francese; ‘rosso di Rosso’, ottenuto dalla combinazione di uve Merlot e Cabernet Sauvignon, che vengono vendemmiate rispettivamente la seconda decade di settembre e la prima di ottobre, e il Pinot ‘nero di Rosso’. Inoltre, produciamo due tipologie di ‘olio di Rosso’ extravergine di oliva e la ‘grappa di Rosso’, ottenuta dalla distillazione delle nostre vinacce. Ovviamente, diamo molta importanza anche al packaging, fattore di marketing oggi indispensabile per vendere: la stampa della bottiglia è fatta nello stesso modo di 80 anni fa, e ciascuna è chiusa, rigorosamente a mano, anche con la cera lacca. La grafica dell’etichetta è dolce, elegante e a tratti dorata, per sottolineare l’aspetto luxury del prodotto”.

Dove è possibile acquistare e bere il tuo vino?
“Tramite l’e-commerce e nei migliori ristoranti del mondo. Sono io, infatti, l’unico rappresentante/venditore dei prodotti di Diesel Farm. Per lavoro, come sapete, mi capita spesso di viaggiare e quando ceno in questi locali unici, presento sempre le nostre creazioni ai sommelier. E difficilmente non vengono comprate (ride, ndr)”.

Diesel Farm dà importanza all’eco-sostenibilità, alla tutela dell’ambiente?
“Dopo la mia acquisizione di quote in EcorNaturaSì (azienda leader in Italia nella distribuzione alimentare bio con un fatturato di 230 milioni di euro nel 2013, ndr), sono diventato un maniaco dell’eco-food e di tutto ciò che è ‘green’. Oggi ciò che è ‘bio’ è lusso o lo diventerà presto. La mia fattoria è al 100% biologica e il mio vino sarà il primo biologico di alta qualità. Così come tutti gli altri prodotti dell’orto. Ogni mattina, per esempio, il contadino consegna allo chef l’insalata appena colta, i pomodori maturi che diventano il mio pranzo e quello della mia famiglia. Amo talmente tanto questa alimentazione che non tornerei più indietro”.

Sogni e obiettivi futuri per Diesel Farm?
“Vorrei che il vino ‘di Rosso’ diventasse un must have del beverage per qualità e stile, come può esserlo un paio di jeans Diesel. Da alcuni anni, inoltre, è in fase di sperimentazione un nuovo tipo di vino, uno champagne, che per ora è stato solo assaggiato dagli invitati della mia festa di compleanno. Infine, perché no, mi piacerebbe aprire le porte della tenuta al pubblico e realizzare un ristorante high-quality biologico: un luogo che possa diventare un punto di riferimento per gli amanti del settore”.

DI ANGELO RUGGERI da repubblica.it

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