Recoaro Terme : le Fonti rimangono senz’acqua ?

Il sindaco chiede «un intervento per il ripristino di quanto si è deteriorato all’interno del compendio»
“Rubinetti chiusi”, Fonti a secco
Abalti: «La Regione non finanzia nuovi lavori. Ancora in attesa di 400 mila euro per l’alluvione» Perlotto: «Servono opere urgenti»

Karl Zilliken

Rubinetti chiusi per le Fonti centrali: mancano i soldi. «Le Terme e il turismo sono in condizioni disastrose». L’allarme arriva dal capogruppo di Ad, Giuliano Ezzelini Storti, che accelera sul rilancio delle Fonti. E attacca l’amministratore unico della società, Arrigo Abalti, e il sindaco Franco Perlotto. In più, Ezzelini avrebbe anche una soluzione: «Il Comune diventi socio della Terme di Recoaro Spa».

Per Abalti: «Esistono esempi del passato -spiega- come le Terme di San Pellegrino che erano gestite anche da enti pubblici. Credo però che la congiuntura economica e la situazione delle casse comunali di Recoaro, non consentano l’ingresso in società».

Poi, Abalti risponde alle 4 critiche piovutegli addosso da Ezzelini Storti, che chiede a gran voce le sue dimissioni,. Primo: saltate tutte le manifestazioni musicali. «Dopo il flop del calendario programmato l’anno scorso, abbiamo deciso di non riproporle. Inutile produrre ulteriori debiti». Secondo: nessun intervento per ripristinare le strutture fatiscenti. «La Regione ha già annunciato che non investirà sulle Fonti per nuove strutture. Aspettiamo i 400 mila euro chiesti per far fronte ai danni dell’alluvione, come il crollo dell’autorimessa e le infiltrazioni a Villa Tonello. Possibili lavori forse in autunno». Terzo: il bar rimane chiuso.

«Certo, perché dovrebbe essere un introito per la società e, invece, tutti gli interessati alla gestione vogliono soldi per manifestazioni. Ci stiamo attrezzando per la gestione diretta con l’assunzione di 2 dipendenti». Quarto: nessun impegno contro l’indebitamento. «L’unica speranza è l’intervento pubblico».

Il sindaco Franco Perlotto commenta: «La gestione mista era nel nostro programma elettorale, ma le nostre risorse finanziare non ci consentono la minima operazione: figuriamoci quella dell’ingresso nel Cda. Noi restiamo alla finestra, aspettando richieste economiche più favorevoli, da affrontare in società con gli albergatori. È continuo il dialogo con la Regione, dalla quale speriamo arrivino investimenti per il rilancio e per il ripristino di quanto è deteriorato: servono opere urgenti».

da ILGIORNALEDIVICENZA.IT

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