Recoaro Terme : allarme, si allarga la frana del Rotolon

Il Rotolon si muove. L´allerta è massima
La crepa si è allargata a 2 metri da quando è iniziata l´emergenza
La crepa alta sul Rotolon sta continuando a slittare come ribadito dai dati tecnici

Karl Zilliken

Il Rotolon continua a muoversi. Ieri, sopralluogo sulla frana con il commissario per l´alluvione in Veneto, Perla Stancari, e il direttore del dipartimento per il rischio geologico della Protezione civile nazionale, Nicola Dell´Acqua.
La crepa alta si è aperta di altri due centimetri in 48 ore, superando la larghezza di due metri dall´inizio dell´emergenza.

La fessura, nella sua totalità, coinvolgerebbe un volume pari a 15 milioni di metri cubi di roccia. Sono i dati forniti da Cnr e Università di Firenze. Al summit erano presenti anche il direttore del Cnr Irpi di Padova Alessandro Pasuto, tecnici regionali, esponenti della Prefettura, della Protezione civile regionale, dei carabinieri, del Corpo forestale dello Stato, dei vigili del fuoco nonché delle organizzazioni di volontariato della protezione civile locale.

Le cifre del radar che tiene d´occhio i movimenti dei detriti franati non tranquillizzano. Dell´Acqua ha chiesto: «A un anno dalla mia visita quali opere sono state fatte per contrastare possibili colate di fango?».

La risposta è arrivata dal responsabile per l´emergenza Rotolon, Alberto Baglioni: «Prima di intervenire, bisogna definire tutti i modelli statistici sui possibili andamenti di frana e colate». «Due opere fondamentali sono già state richieste – ha aggiunto il sindaco Franco Perlotto -: abbattimento e ricostruzione del ponte dei Sudiri (circa 500 mila euro), che fa da strettoia al fango, e ripristino del muro di contenimento ai Turcati buona protezione per gli abitati». Stancari ha rassicurato: «I soldi ci sono. Nessun problema per il ponte Sudiri. Progetto definitivo già inviato alla Regione».

Per evitare il pericoloso ammasso di detriti, non resta che tenere pulito l´alveo del fiume sul Rotolon. Ma il lavoro di cui si sta occupando il Servizio forestale di Vicenza sembra una corsa ad ostacoli. Il primo problema è che ad ogni colata di fango, tutta l´opera di bonifica viene vanificata: durante le ultime piogge, la pulizia di quasi 30 mila meri cubi di materiale operata dalle ruspe è stata completamente cancellata nel giro di poche ore. Poi ci sono tempi e costi del trasporto: per i lavori, fino ad ora ogni viaggio tra carico e scarico è durato quasi un´ora, con costi altissimi legati la carburante.

I responsabili dei lavori avrebbero chiesto una pista di servizio lungo il fiume per non ostacolare la viabilità e per abbattere i tempi. L´ultimo ostacolo è lo stoccaggio del materiale asportato dal letto del torrente: sono state individuate aree demaniali in cui sversare i detriti e sono anche state siglate delle convenzioni con privati che hanno concesso i loro terreni. Ma non basta. L´ideale, sarebbe poter vendere il terreno ma, a quanto pare, non sarebbe una tipologia di materiale appetibile.

da ILGIORNALEDIVICENZA.IT

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