Realmonte , incredibile si scopre che a Scala dei Turchi è di un privato appartiene ad un pensionato Ferdinando Sciabbarrà

Scala dei Turchi Realmonte 10Sorpresa al comune di Realmonte:
la Scala dei Turchi è di un privato
La famosa scogliera di marna bianca appartiene a un pensionato. La scoperta dallo studio della planimetria della costa. I funzionari erano al lavoro per tutelare l’area

Potrebbe essere il soggetto di uno dei romanzi storici di Andrea Camilleri, nato a Porto Empedocle, a pochi chilometri di distanza: i funzionari del comune di Realmonte, in provincia di Agrigento, hanno scoperto che la “loro” Scala dei Turchi, l’incantevole scogliera di marna bianca visitata ogni anno da migliaia di turisti, non è demaniale ma appartiene in realtà a un privato. Il proprietario della meraviglia naturale si chiama Ferdinando Sciabbarrà, ha 67 anni ed è un ex dirigente della Camera di commercio. Che al momento ha scelto di non commentare l’improvvisa notorietà. I tecnici comunali stavano lavorando su mappe e planimetrie per trovare il modo di tutelare l’area che, proprio a causa del turismo selvaggio e degli scarsi controlli, rischia di deteriorarsi irrimediabilmente. «Non ci aspettavamo che la linea demaniale finisse proprio lì, poco prima della falesia – spiega il sindaco Pietro Puccio – , che i terreni sopra la Scala fossero di privati lo sapevamo, ma l’area è sempre stata aperta al pubblico».
Dall’abusivismo ai vandali
Negli anni la bellissima falesia è finita sui giornali per più di un triste episodio: l’abusivismo senza freni (solo l’anno scorso è stato abbattuto un ecomostro che la deturpava da quasi due decenni); l’assalto scellerato dei bagnanti che distruggono la marna bianca per frantumarla e ridurla in poltiglia come fango di bellezza e, proprio lì vicino, il parcheggio selvaggio dei turisti fin sulla battigia.
Il sindaco: «È solo un problema tecnico»
Per questo Legambiente e Realmonte vorrebbero trasformare la Scala dei Turchi in una zona protetta ma fruibile, come la spiaggia dell’Isola dei conigli a Lampedusa. Ma l’ultima scoperta cambia, e non poco, le carte in tavola: adesso è in corso una trattativa tra il Comune e il pensionato per trovare un accordo sulla gestione del sito. «È solo un fatto tecnico – precisa tranquillo il sindaco Puccio – non credo che ci sarà alcun problema con il signor Sciabbarrà: lo conosco da sempre, è una persona disponibile e ci tiene anche lui a risolvere la situazione». Del resto lasciare le cose così è «non solo imbarazzante ma anche pericoloso: se qualcuno si fa male sul suo terreno la responsabilità ricade su di lui».
Le ipotesi per il futuro
Le ipotesi sono più di una: «L’assessorato sta cercando di capire se sia meglio che il proprietario ceda le terre o se invece convenga espropriarle per poter spostare la linea demaniale». Ma, aggiunge il primo cittadino, il “signore della Scala” potrebbe anche chiedere un canone annuale al Comune. «Mi ha detto che ci sta pensando», racconta il sindaco fiducioso: «Quelle tre particelle catastali appartengono agli Sciabbarrà da secoli, da generazioni e mai nessuno di loro ha impedito alle persone di godere della bellezza della Scala». E la scogliera è davvero sentita come patrimonio di tutto il paese: se si telefona al Comune, una voce femminile registrata informa infatti che quello è il numero di «Realmonte, città della Scala dei Turchi».

di Angela Geraci da corriere.it

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