Ravenna e la cripta Rasponi

La cripta Rasponi di Ravenna

Ravenna è una città italiana ricca di segreti. La sua struttura archietettonica è di rara bellezza e le numerose chiese e i significativi monumenti che la arricchiscono sono il segno della sua lunga e secolare storia. Tra i tanti luoghi “segreti” e misteriosi c’è un’antica cripta attorno alla quale si sviluppa il rigoglioso giardino della Provincia. L’ ingresso alla cripta e al suo giardino con fontana avviene dal monumentale portico sul lato sud di Piazza San Francesco, nella cosiddetta Zona Dantesca. La cripta – in realtà una piccola cappella gentilizia mai destinata ai defunti della famiglia Rasponi – è il nucleo più antico conservatosi del complesso architettonico di Palazzo Rasponi, risalente con tutta probabilità alla fine del XVIII secolo. La dimora gentilizia fu distrutta nel 1922 e completamente riedificata negli anni ’20 del Novecento come Palazzo della Provincia, su progetto dell’architetto Giulio Ulisse Arata. La cripta si compone di tre vani: quello di accesso s’innesta alla base di una torretta neogotica; in un vano si nota una bella palla di pietra con l’iscrizione “SIC VITA PENDEI AB ALTO”; il presbiterio è destinato ad accogliere un piccolo altare per le funzioni religiose. Il pavimento a mosaico è la parte più significativa della cripta, malgrado un aspetto non organico, poiché costituito dall’assemblaggio di diversi frammenti disposti in maniera casuale. Il pavimento proviene da Classe, probabilmente dalla Chiesa di San Severo (VI secolo) e presenta motivi ornamentali e figure di animali. Il motivo decorativo può essere letto e interpretato in maniera differente: cerchi che si intersecano in modo da creare al centro di ognuno un quadrato a lati convessi, oppure rosoni quadripetali costituiti da foglie che dipartono da un disco centrale entro cui troviamo rappresentata, per lo più, una pìccola croce. Entro i quadrati troviamo figure di animali – galline, anatre, oche, volatili con coda anguiforme attoreigliata, teste di arieti, serpenti – colti in atteggiamenti spontanei, vivacizzati dall’uso di paste vìtree (smalti) che arricchiscono la policromia e svelano la sapienza dei maestri mosaicisti ravennati. Nel pìccolo vano della cripta vi sono iscrizioni commemorative della famiglia Rasponi. Usciti dalla cripta si sale la scala fino al belvedere in vista della Piazza San Francesco. Si tratta di un giardino pensile dal quale si può passare al contiguo terrazzo sopra il voltone, costruito nel 1839, che serviva a collegare il Palazzo Rasponi alle scuderie e ai magazzini, in vista della Piazza San Francesco. Si tratta di un giardino pensile dal quale si può passare al contiguo terrazzo sopra il voltone, costruito nel 1839, che serviva a collegare il Palazzo Rasponi alle scuderie e ai magazzini.

Da intopic o da ilcomuneinforma.it

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