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Radiohead in concerto a Roma

Finalmente ecco i Radiohead vent’anni d’ingegneria rock
Firenze, Bologna, Codroipo prossime tappe del tour italiano

BRUNO RUFFILLI

Una canzone d’amore, come vent’anni fa. Con Lotus Flower si è aperto il primo show italiano dei Radiohead, con Creep, il 21 settembre del 1992, iniziava la loro avventura. La leggenda racconta che il cantante scrisse il primo singolo per una ragazza che si presentò a sorpresa a un concerto, dopo averlo ignorato per mesi; da allora, con otto album e un’infinità di concerti Thom Yorke, Ed O’Brien, Phil Selway, Jonny e Colin Greenwood hanno firmato pagine memorabili nella storia del rock. Sempre fedeli a se stessi e sempre diversi, capaci di passare dalle colonne sonore all’avanguardia (Jonny Greenwood ha scritto la musica di The Master e lavorato con Krzysztof Penderecki). Di inventarsi un modello di business che fa a meno delle case discografiche (nel 2007 In Rainbows fu distribuito sul web a offerta libera), di schierarsi con Greenpeace per salvare il Circolo polare artico (ecco perché si vede un orso davanti ai cancelli).

La serata all’Ippodromo delle Capannelle apre un tour italiano che prosegue oggi a Firenze, martedì 25 settembre a Bologna, mercoledì a Codroipo (Udine). Questi concerti, previsti tra giugno e luglio, erano stati rinviati dopo l’incidente di tre mesi fa a Toronto, in cui crollò parte del palco, uccidendo un tecnico, ferendone altri tre e distruggendo l’impianto luci. Oggi a Scott Johnson è dedicata una borsa di studio, e la band, dopo un lungo stop, ha appena ripreso il tour. Ma il suono è limpido, i musicisti in gran forma, lo spettacolo di un’eleganza e un’originalità rare (e pure politically correct: il muro luminoso sul palco è costruito con bottiglie di plastica riciclata).

Venticinquemila spettatori, qualcuno segue il concerto su un’app che permette di vedere cosa succede dietro le quinte. In tutto, due ore di musica, con molti brani ripresi da The King Of Limbs, l’ultimo album pubblicato lo scorso anno più l’inedita Planet Telex e The Daily Mail, dedicata dal palco a Silvio Berlusconi perché fa riferimento al cinismo dei tabloid nel trattare le vicende dei personaggi pubblici.

Dal vivo i cinque di Oxford – accompagnati da Clive Deamer, batterista dei Portishead – li riscrivono, reinventano, riarrangiano, e così svelano meraviglie anche le sottovalutate Feral o l’ipnotica Morning Mr. Magpie. Gli arpeggi di Reckoner sono suonati sulle corde dell’anima, mentre Yorke, codino corto di capelli rossi, canta: «Perché ci separiamo, come increspature su una spiaggia vuota». Il lavoro della band sui ritmi è impressionante: si intrecciano, con raffinatezze (come in Idioteque) inusuali per la musica rock. Sempre che si voglia ancora chiamare così quest’alchimia miracolosa dove parole e musica, strumenti acustici, elettrici ed elettronici hanno tutti il loro posto: Everything in its right place.

da LASTAMPA.IT

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