Ponte di Rialto a Venezia crolla una colonna

di | Aprile 14, 2011

Il Ponte di Rialto perde pezzi: una delle colonnine che compongono la secolare balaustra del manufatto si e’ staccata cadendo al suolo. La caduta non ha avuto conseguenze per i numerosi turisti che transitavano in zona. La colonnina e’ stata raccolta e messa in salvo dalla Polizia Locale.

Torna d’attualita’ quindi il dramma legato alla manutenzione della citta’ ed in special modo del Ponte di Rialto per il quale e’ pronto un progetto bloccato pero’ dalla burocrazia. Si tratta della terza colonnina che si stacca dal ponte in tre anni sempre dallo stesso lato di Palazzo dei Camerlenghi.

da adnkronos.com

 

Ponte di Rialto a pezzi
cade un’altra colonna
Colpa dell’usura. Primi lavori bloccati dalla burocrazia. «Ma servirebbero milioni»

VENEZIA – Crolla una colonna del ponte di Rialto, per fortuna senza finire in acqua. L’hanno trovata ieri mattina i vigili e subito è stato chiaro che non era colpa di qualche vandalo ma dell’usura. Dalla balaustra si è staccata la quarta colonna sul lato del palazzo dei Camerlenghi, nella stessa parte di ponte dove già l’anno scorso ne era franata un’altra. Negli ultimi tre anni è la quarta colonna che si stacca, sempre nello stesso punto. Non a caso è da qui che partono Confartigianato e Consorzio marmisti veneziani per un un lavoro di restauro di una parte di balaustra che si spera parta a breve. Rialto però avrebbe bisogno di molto di più, per quanto porti bene i suoi cinque secoli di vita, il ponte ha molto acciacchi. Da un anno è sotto osservazione con i sensori simili a quelli che si usano per le zone sismiche per capire come sta. Ma solo per rimuovere la fuligine nera dello smog servirebbero centinaia di migliaia di euro. «Servirebbe una manutenzione straordinaria – dice l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Maggioni – del ponte e delle rive limitrofe, ma il bilancio non permette interventi così importanti. Avremmo bisogno di qualche milione di euro – continua – stiamo cercando sponsor ma non è semplice». L’ultima colonna staccata ieri è la prova che i lavori stanno diventando urgenti. La colonna, intanto, con tutta probabilità resterà in magazzino fino all’avvio dei lavori di cui gli artigiani hanno deciso di farsi carico.

«Il progetto di consolidamento di parte delle balaustre è pronto, l’ha preparato il restauratore Giovanni Giusto e la soprintendenza ha dato il via libera», spiega Gianni De Checchi, segretario di Confartigianato. A creare qualche intoppo all’avvio dei lavori è però la burocrazia. Gli artigiani che restaureranno la balaustra a proprie spese chiedono di essere esentati dal pagamento dell’Iva ma le norme nazionali non lo permettono. «Stiamo affinando queste questioni contrattuali con il Comune – continua De Checchi – speriamo di riuscire a risolvere al più presto il problema, assurdo, dell’Iva e iniziare i lavori». Con tre mesi di cantieri la balaustra sul lato del palazzo dei Camerlenghi sarà dunque restaurata, il costo non è stato ancora calcolato ma per Ca’ Farsetti sarà pari a zero. «Non sappiamo quanto si spenderà, il consolidamento avviene in autofinanziamento, ci sono aziende che mettono i materiali e Unipol contribuisce con l’acquisto di alcune attrezzature – conclude De Checchi – Se non si interviene velocemente continueranno a cadere colonne».

Un crollo risale all’anno scorso, un altro fu scoperto nel 2008 dai sommozzatori della polizia che ne trovarono una, tutta coperta di alghe, in canale. L’anno prima una terza colonna crollò sotto i colpi di un vaporetto in avaria. Incidenti avvenuti tutti sul lato di ruga Rialto, dove anche le fondamenta sono più fragili e più basse. A breve saranno rimosse dai masegni le 25 sonde che da un anno registrano i movimenti di Rialto per verificarne la tenuta statica. Il C o m u n e con 208mila euro ha finanziato i l check up e l’Iuav si è occupato dei lavori che dovrebbero terminare questa primavera e per i quali tutti incrociano le dita. Fossero necessari infatti interventi strutturali il Comune non saprebbe dove recuperare i fondi necessari. Acciacchi a parte, nonostante le previsioni del lontano sedicesimo secolo (alla vista del progetto, l’architetto Vincenzo Scamozzi aveva sostenuto che il ponte sarebbe crollato) Rialto nell’insieme rimane un ponte con pochi costi per l’amministrazione se paragonato al recente ponte della Costituzione: a ogni lastra scheggiata si spendono circa 7 mila euro.

Gloria Bertasi dal corrieredelveneto.it

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