25 anni di Pixar in mostra al Pac di Milano : intervista video a Lasseter

Lasseter il creatore di favole (25 anni di Pixar)

Dal cortometraggio del 1984 “The Adventures of André and Wally B.”– ma il conto ufficiale parte in realtà dal 1986, con il corto Luxo Jr e l’arrivo di Steve Jobs -, fino a “Cars 2” e al prossimo “Brave”, sono 25 anni di Pixar e, dunque, 27 anni di John Lasseter (autore della prima animazione, quando si era ancora in casa Lucas, foto).

La mostra del più grande fenomeno cinematografico degli ultimi tempi apre a Milano, al Pac, in questi giorni. A tagliare il nastro proprio il capo creativo degli Animation Studios californiani.

La folla di giornalisti è quella delle grandi occasioni, davanti a Mister Lasseter – e all’assembramento di telecamere che Lasseter stesso dirige da vero regista: “Tutti pronti, tu stai più indietro, ok… ciak si gira!” – compaiono più microfoni che alla prima uscita del nuovo premier. Il paragone forse è scorretto, ma Lasseter è la mente – e il corpo, che non ha niente da invidiare a quello di Sully di “Monster Inc.”, riprodotto a dimensioni originali all’ingresso della mostra – di un’azienda creativa da 26 Oscar e 6,3 miliardi di dollari solo al botteghino (Wikipedia).

John Lasseter – qui trovate una bella intervista fatta da Alberto Pezzotta, dove Lasseter riassume i tre ingredienti segreti delle storie Pixar: “Una storia irresistibile, personaggi memorabili e un mondo credibile” – con indosso una sua classica camicia simil-Hawaii (con le macchinine di “Cars”) ha condotto giornalisti e curiosi alla scoperta dell’esposizione, dove per la prima volta in Italia compaiono schizzi e tavole mai uscite da Emeryville, le migliaia di passaggi su carta e in digitale che portano poi al prodotto finito dei film della Pixar.

Un lavoro difficile da immaginare e che recandosi al Pac è possibile iniziare a intuire, passaggi fondamentali per capire come si arriva alla poesia e al divertimento mai banale che hanno caratterizzato capolavori come “Monster Inc.”, i vari “Toy Story”, “Alla ricerca di Nemo”, “Wall-E” e via dicendo (qui un pezzo di Filippo Mazzarella sulla mostra, e qui di Sandro Modeo sui riferimenti alti. Imperdibile “l’effetto madeleine” su Anton Ego, il critico gastronomico di “Ratatouille”).

Nel video che abbiamo realizzato, lo vedete sopra, Lasseter parla anche della magica fusione tra tecnologia e creatività che è il patrimonio unico di Pixar. Poi, a microfoni spenti un’ultima domanda, infilata “a tradimento” mentre Lasseter lasciava il Padiglione d’Arte Contemporanea: cosa ci racconta di Enrico Casarosa, italiano arrivato alla regia di un corto Pixar? Il gigante narratore di favole si ferma e si illumina: “Ma certo, Enrico, come non parlarne adesso che siamo in Italia?!”. Lasseter cerca di codificare in una buona pronuncia simil-italiana il cognome “Casarosa”, quindi prosegue. “Ha fatto un lavoro magnifico, “La Luna” (foto a fianco) è un cortometraggio pieno di sentimento che ha ripreso direttamente dalla sua infanzia. È un lavoro che ha molto di italiano e anche molto della Pixar. Magnifico, quando lo vedrete ne sarete sorpresi e commossi”.

da VITADIGITALE.CORRIERE.IT

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