Pionen White Mountains il data center nel bunker antiatomico in Svezia

Pionen White Mountains il data center bunker antiatomico Svezia  01Viaggio nel cuore di Pionen, il data center nel bunker antiatomico

12 piani sotto terra, sotto 30 metri di granito. L’accesso è protetto da porte d’acciaio spesse 40 centimetri. Pionen White Mountains negli anni Settanta era un bunker antiatomico, ora è uno dei datacenter più sicuri e affascinanti del mondo. Si trova pochi chilometri a sud di Stoccolma e ospita i sistemi del provider Internet svedese Bahnhof. Qui tecnologia del Terzo millennio e design rétro convivono. Può sembrare il covo segreto di uno dei cattivi di uno dei film di James Bond. Oppure la scenografia di un film di fantascienza degli anni Settanta.

Anche se Pionen non meritasse una menzione nei libri di design, avrebbe già un posto garantito nella storia dell’informatica. Perché qui nel 2010 ci sono stati i server di Wikileaks. Julian Assange non deve aver esitato molto prima di scegliere l’ex rifugio antiatomico: la Svezia ha una delle legislazioni più rispettose in materia di privacy e cosa c’è di meglio di una struttura fortificata per ospitare i segreti dell’intelligence di mezzo mondo?

Progettato durante la Guerra fredda, Pionen è stato il bunker che avrebbe dovuto tenere in vita le alte cariche del governo svedese se ci fosse stato un olocausto nucleare. Ecco perché è così vicino a Stoccolma, per render loro la fuga più breve possibile. Poi l’Unione Sovietica è caduta e Pionen è rimasto abbandonato per circa vent’anni. Prima del 2008 le sue luci sono state riaccese solo di quando in quando, per qualche rave e, una volta, per un matrimonio.

Poi l’intuizione di Jon Karlung, a capo del provider Bahnhof: trasformarlo in un datacenter. Tanto spazio a disposizione, facile accesso all’energia elettrica, e in più è in centro (così da abbattere i costi per i cavi in fibra ottica). E soprattutto ha tutta la sicurezza di cui hanno bisogno i dati.

Ci sono voluti due anni di lavoro per adattare una struttura di quasi cinquant’anni fa agli standard tecnologici di oggi. Due anni durante i quali sono stati scavati 4 mila metri cubi nella roccia per ricavare lo spazio necessario ai server e ai generatori di corrente ausiliari.

«Quando abbiamo cominciato tutto odorava come di cripta», ha commentato Karlung a Wired.com, che prima di lavorare nell’informatica è stato un archivista di film. Per questa ragione gli è stato facile associare Pionen al film cult di fantascienza Silent Running.

Nel film del 1972 le astronavi erano ricche di vegetazione. E così il capo di Bahnhof ha pensato di ricreare l’atmosfera nel suo datacenter: «Computer insieme alle piante è ciò che volevo ricreare: dare l’idea di qualcosa che cresce nello spazio profondo».

Non si tratta di uno sogno stravagante di uno personaggio eccentrico. La gente ama lavorare a Pionen. E, 30 metri sottoterra, è molto produttiva.

Perché i computer non sono impilati in rack anonimi. Le macchine sono avvolte in monoliti in metallo che spuntano tra piante, muschi e cascate.

Nel bunker ci sono anche serre, un simulatore della luce del giorno (altrimenti la vegetazione non sopravvivrebbero sottoterra), un acquario…

…e due enormi motori diesel di un sottomarino: sono questi i generatori elettrici di backup.

ed infine la planimetria

(a cura di Vincenzo Scagliarini) da corriere.it

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