Categorie
turismo ultime notizie vacanze

Coppia truffata ed una vacanza da incubo a Zanzibar : tour operator condannato

La vacanza a Zanzibar diventa un incubo
Il tour operator condannato a sette mesi
Il villaggio era ancora in costruzione, mancavano piscina e centro benessere. I turisti avevano speso 3.600 euro a testa

zanzibar_incubo_tour_operatorIl viaggio a Zanzibar si trasforma in incubo, condannato il tour operator.Otto giorni di relax, a cavallo del Capodanno, in un resort da favola con piscina a Zanzibar. Era il viaggio da sogno prenotato da due chiaravallesi, Pierpaolo Capotondo, 37 anni, e Stefania Di Battista, 43. La coppia si era rivolta a un’ agenzia di Polverigi, l’intermediaria che si è collegata al sito web della Goa srl, filiale del tour operator Wecan Tour per prenotare il viaggio. Partenza il 30 dicembre 2009, rientro il 7 gennaio 2010, pacchetto all inclusive con tanto di sauna e bagno turco al prezzo di 3.600 euro pro capite. Un sogno che si avverava.

Ma all’arrivo nell’arcipelago della Tanzania la sorpresa: il tanto agognato villaggio è un cantiere ancora in costruzione, alcune stanze dell’alloggio sono prive di infissi, porte e finestre, mancano mobili e della piscina non c’è nemmeno l’ombra. La coppia, infuriata, capisce di essere stata truffata e al termine delle ferie-avventura, rientrata in Italia, consulta un legale.

La vacanza rovinata termina con una denuncia ai danni di Antonio D’Angelo, 50enne di Roccadaspide (Sa) e amministratore della Goa srl, ritenuto responsabile del raggiro, e nel processo in tribunale a Osimo sotto la cui circoscrizione giudiziaria ricade il Comune di Polverigi. Le parti offese si costituiscono parte civile attraverso l’avvocato Roberto Sabbatini di Ancona.

Nel frattempo del caso Zanzibar si occupa anche una puntata di Striscia la notizia. Ieri, a due anni dai fatti, la vicenda si è chiusa con la sentenza del giudice monocratico Paolo Giombetti che, accogliendo la richiesta del Pm Stefania Carotti, ha condannato l’imputato a 7 mesi di reclusione oltre al pagamento di 800 euro di multa, alla rifusione delle spese processuali e alla liquidazione del risarcimento danni di 3500 euro per ciascuna parte civile.

Il magistrato non ha, inoltre, concesso la sospensione condizionale della pena al 50enne per i suoi precedenti. Il legale dell’uomo, Riccardo Crispiani di Ancona, annuncia appello.

da ilmessaggero.it

Rispondi