Piccole stazioni invernali perle dello sciare in Piemonte

Parchi, stambecchi e piste sicure: l’inverno “alternativo” del Piemonte
Via dalla folla sulle Alpi Occidentali, in località defilate e poco conosciute. Per chi ama la natura più intatta e vuole scoprirla in famiglia. Spendendo poco
Sci e ciaspolate fuori rottaFuori pista sul Monte Rosa in Piemonte. Marco Spataro Monterosa Ski

ceresole_realePiccolo è bello. Il Piemonte, senza nulla togliere ai blasoni olimpici, per l’inverno 2009-2010 punta a luoghi della tradizione, località dallo charme autentico, da guadagnare curva dopo curva, defilate da autostrade e itinerari abituali. Apripista di questa nuova filosofia, il consorzio Turismo Torino e Provincia, che per il secondo anno valorizza le Piccole stazioni invernali.

Dodici gioielli alpini, come Prali o Ceresole Reale, dove appassionati di fondo, scialpino, trekking nella neve possono spingersi nella natura incontaminata del Parco Gran Paradiso .

Oppure esplorare con le ciaspole ai piedi la Val Soana e Valle Orco, con il Piano del Nivolet. In più, fino a Pasqua 2010 (tranne dal 24 dicembre al 10 gennaio) chi dorme almeno una notte nelle strutture che aderiscono all’iniziativa (da 28 € a persona) ha diritto a skipass e racchette da neve gratuiti. Mentre nelle famiglie con uno o due bambini pagano solo i genitori (da 30 € a persona).

Ma è soprattutto Bielmonte (1550 m), la perla dell’Oasi Zegna, balconata baciata dal sole legata all’omonima famiglia di industriali lanieri, la meta ideale per chi ha figli.

Diverso il fascino della più lontana Val Vigezzo, terra di emigranti, spazzacamini e artisti nota come la valle dei pittori. Una miniatura che, salendo da Domodossola lungo la SS 337, si spalanca in un vasto altopiano dinanzi al Parco Nazionale della Val Grande, l’area wilderness più grande d’Italia. Perno della zona, l’elegante Santa Maria Maggiore concentra proposte di sport invernali per tutti i gusti: sono adatti ai principianti gli impianti e lo snow park della Baitina di Druogno (tel. 0324.93.565), mentre la moderna cabinovia a otto posti da Prestinone porta alle piste della Piana di Vigezzo (1712 m), aperte anche allo snowboard. Tracciati di fondo si allungano dal Centro Polifunzionale di Santa Maria (www.valvigezzo.com/centrodelfondo) e in Valle Loana, porta del parco. Non mancano sci alpinismo, ice climbing e uscite con le racchette da neve.
In tavola, sapori fuori dal comune: il pane di segale del Panificio Conti di Coimo (frazione di Druogno, tel. 0324.93.383), il formaggio Bettelmatt, salumi come il violino di capra o l’aromatico prosciutto crudo di Vigezzo. Specialità da gustare nel ristorante dell’Hotel Miramonti, o a Le ciaspoleColonne, in un’antica casa del centro.

Amanti dello sci alpinismo e dell’escursionismo devono misurarsi almeno una volta sulle cime classiche del Gelas e del Ghigliè, nei silenzi del Parco Naturale delle Alpi Marittime. Si fa base a Entracque, dove l’ospitalità è semplice, quasi spartana, ma piacevole. Per esempio, al Trois Etoiles, con l’ottimo ristorante Ca’ di Rous, o alla Locanda del Sorriso, un moderno rifugio nel Parco. L’offerta sciistica è discreta (10 chilometri di discese) ci sono anelli per il fondo e ci si dedica a snow walking e snowbike.

Sempre nel cuneese, si scia a San Giacomo di Roburent e Lurisia Terme. E l’inverno piemontese non finisce con le Alpi.

L’ultimo lembo del Tortonese, incuneato fra i declivi degli Appennini liguri, riserva una sorpresa: Caldirola.

Federica De Luca

da IL CORRIERE DELLA SERA

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