Piazza San Marco pavimentazione in abbandono

Venezia. Masegni del Settecento spezzati, piazza San Marco perde i pezzi
La pavimentazione in abbandono, mancano i soldi per gli interventi: “ferita” una delle piazze più conosciute del mondo. Finora finanziato soltanto il restauro delle fondazioni del campanile

VENEZIA. Piazza San Marco a rischio. Listoni in pietra d’Istria spezzati, masegni lesionati, tombini in marmo e cunicoli sprofondati. Il salotto del mondo perde i pezzi e nessuno interviene. In attesa dei grandi progetti la manutenzione è ferma per mancanza di soldi. Intanto la situazione si aggrava.

Basta percorrere a piedi la parte centrale di Piazza e Piazzetta per verificare come il degrado negli ultimi mesi sia avanzato di un bel po’. Davanti a palazzo Ducale verso la Piazzetta sono numerosi i listoni spezzati e pericolanti. Decine di migliaia di turisti ci camminano sopra ogni giorno, frammenti si staccano e la pietra si sta consumando. In condizioni precarie anche i grandi masegni del Settecento che insieme ai salizoni costituiscono la pavimentazione originale disegnata da Andrea Tirali nel 1723.

Degrado estremo nel luogo più bello del mondo. Ma tutto è fermo. Anche al Magistrato alle Acque mancano i soldi per gli interventi extra-Mose. E’ finanziato solo il restauro delle fondazioni del campanile (6 milioni e mezzo) con scavi in profondità e l’anello di cemento e titanio nel sottosuolo. «In quella parte sistemeremo anche la pavimentazione», dice il vicepresidente del Magistrato alle Acque Luigi Mayerle. Ma sul resto zero assoluto. Il Consorzio ha restaurato e rialzato solo la parte verso il Molo, un paio d’anni fa. Insula – la società del Comune per la manutenzione – interviene solo in casi di emergenza, ma anche qui i fondi sono ridotti a zero. La Soprintendenza non ha un euro e dunque gli interventi sono fermi. Nel frattempo le ferite si aggravano. Il prezioso selciato della Piazza presenta ancora bene evidenti le ferite dovute al passaggio di camion e macchinari pesanti per i concerti. «Le cause del degrado sono molteplici, a cominciare dalla mancata manutenzione», dice Claudio Menichelli, responsabile per la Soprintendenza per l’area di piazza San Marco, «negli ultimi due anni anche l’aumento delle acque alte ha contribuito».

Tra le cause molti inseriscono anche i vicini lavori e il passaggio sui masegni sempre più di frequente di carrelli non regolamentari, grossi macchinari, transenne. L’unica cosa certa, nel dedalo di competenze sulla Piazza, è che buona parte delle pietre originali della pavimentazione sono ora ad alto rischio e i restauri tardano a venire. E pensare che Tirali, l’architetto della pavimentazione di San Marco di mestiere faceva, tre secoli fa, il «proto» del Magistrato alle Acque.

di Alberto Vitucci da la nuova venezia

 

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