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Piazza Armerina finiti i restauri pronta all’inaugurazione di Villa del Casale

Piazza Armerina, finiti i restauri si torna
a passeggiare tra i mosaici romani
Dopo 6 anni di lavori e 18 milioni di euro, riapre la Villa del Casale con nuove scoperte: un portico colonnato e una vasca absidata

ENNA – La Sicilia restituisce al mondo, dopo 6 anni di restauri e 18 milioni di euro, uno dei siti più preziosi dell’antichità, la Villa romana del Casale. Il gioiello di Piazza Armerina, nel cuore dell’isola dove fra il III e il IV secolo dopo Cristo si ritirò Massimiano Erculeo. Un facoltoso signore che, dopo avere importato le bestie feroci per i giochi del Colosseo a Roma, s’era trascinato nel suo ultimo viaggio una truppa di artisti africani, esperti nell’arte del mosaico. La residenza, sito dell’Unesco dal 1997, riapre con una cerimonia ufficiale la notte del 4 luglio, grazie a un sistema di illuminazione ideato perché i turisti possano visitare l’area archeologica anche senza il gran caldo di questi giorni.

NUOVE SCOPERTE – Tornano a brillare come in quell’epoca lontana pavimentazioni, affreschi e disegni impreziositi da 120 milioni di tessere ripulite una per una da 50 restauratori arrivati da tutta Europa e coordinati dal Centro regionale del restauro diretto dal direttore del Parco archeologico Guido Meli. Una squadra coordinata da Roberta Bianchini. Tutti fieri di nuove scoperte, come un portico colonnato, una vasca absidata, un pavimento con mosaico di oltre 80 metri quadri, una quantità di affreschi ben conservati. In totale 4.100 metri quadrati di mosaici che, dopo il trattamento di pulitura e di disinfestazione, mostrano oggi i colori e le raffigurazioni di straordinaria bellezza di un tempo. Un intervento che ha consentito di eliminare polvere, detriti, alghe e batteri. Lungo l’intero perimetro della Villa rivestito da pannelli in schiuma minerale ecologici ed isolanti da pioggia e sole, appunto gli elementi che hanno contribuito al degrado, al formarsi delle muffe.

LA DEA MORGANTINA – I recenti ritrovamenti fanno pensare non più a una villa isolata voluta dal “signore delle bestie”, o forse da un altro possibile proprietario della dimora, Proculo Papulonio, ma addirittura a un denso e ricco insediamento abitativo, compreso un ampio complesso termale, ancora non identificato con certezza. Individuate due nuove aree archeologiche a sud della Villa, altre ricerche si annunciano soprattutto dopo avere fatto riemergere il pavimento con disegni geometrici simili a quelli presenti in alcuni ambienti già restaurati, come dice l’assessore ai Beni culturali Francesco Missineo pensando a «un ulteriore intervento per una più completa indagine e conservazione dei reperti». Un modo per superare una antica incuria e proporre a studiosi e turisti una visita in questa provincia di Enna dove, oltre al giro diurno o notturno nella Villa del Casale, diventa obbligatorio raggiungere la vicinissima Aidone, la città in cui dallo scorso anno si può ammirare la Dea di Morgantina restituita dagli Stati Uniti.

FANCIULLE IN BIKINI – Un progetto d’insieme al quale si approda anche per gli stimoli dati in passato da Vittorio Sgarbi, vulcanico commissario straordinario della Villa, poi al centro di immancabili polemiche. Input fondamentali per cancellare tanti errori del passato, a cominciare da una vecchia copertura plastificata che aveva provocato l’effetto fornace su mosaici per secoli coperti dal fango e poi stracotti al sole. Dopo spoliazioni e dissesti subiti dalla Villa fin dagli anni del suo abbandono nel XII secolo, si riaccendono le luci su un percorso di visita che si effettua tramite un ponte sopraelevato, ammirando le sale con le famose Ginnaste, il corridoio della Grande Caccia, la Dieta di Orfeo, il Triclinio con l’antistante Xistus e la Basilica, la stanza principale in cui il padrone della Villa riceveva i suoi ospiti mostrando mosaici in qualche caso con soggetti che sembrano appena tratteggiati, come nel caso delle donne in bikini.

Felice Cavallaro da corriere.it

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