Pescara balneatori sul piede di guerra

pescaraLo hanno detto senza mezzi termini quest’oggi le decine di balneatori di ogni sigla sindacale e consortile che hanno preso parte alla conferenza stampa indetta a Largo Mediterraneo per denunciare la condizione di invivibilità in cui hanno dovuto aprire la stagione, mentre tutt’attorno c’erano una decina di tir a lavoro.
«Non è concepibile avviare, per il sesto anno consecutivo, dei lavori sul lungomare in estate, quando per rifare gli asfalti abbiamo la primavera e l’autunno. E infine ci sentiamo offesi dalle accuse rivolteci ieri dal vicesindaco: i balneatori sono tra i maggiori imprenditori di Pescara, diamo migliaia di posti di lavoro regolari e sulla spiaggia abbiamo investito le nostre risorse, rischiando in prima persona. Non accettiamo le parole di un’amministrazione che ci definisce ‘persone abituate a lavorare senza rispettare le regole’».
«Prima la pista ciclabile – ha detto Andrea Lancia, dello stabilimento balneare La Mila -, oggi le ruspe al lavoro per il rifacimento dell’asfalto, sempre sul lungomare, con l’improvvisa istituzione del senso unico di marcia dalla Madonnina a via Mazzini, opere che complessivamente hanno cancellato almeno 2mila parcheggi per auto e scooter su tutto il litorale nord. Non contestiamo la scelta di realizzare una pista ciclabile, ma non riteniamo possibile togliere 2mila posti auto senza aver prima individuato altri parcheggi».

Lo dimostra lo stato di caos che ormai i balneatori stanno vivendo da dieci giorni: «la riviera pescarese vive infatti di un turismo locale, non internazionale, e al bagnante che arriva dalle zone dell’entroterra il Comune deve garantire dei servizi, compresa la disponibilità di aree in cui sostare. Tra l’altro, a due mesi dall’apertura del cantiere per il percorso riservato per le bici ancora non sappiamo se sulla riviera verrà istituito il senso unico di marcia o meno, o se le opere imporranno o meno la cancellazione definitiva dei posti auto. Sappiamo anche – ha proseguito Lancia – che il riasfalto del litorale era necessario, ma pensiamo che non sia possibile, ogni anno, aspettare la stagione estiva per fare tali opere sulla riviera».
I balneatori giudicano «assurda» la giustificazione fornita dal Comune, ossia che per fare i lavori lungo le strade bisogna attendere il caldo, «perché allora ci chiediamo come sia possibile rifare le strade nei paesi del Nord, come in Norvegia, dove non ci sembra ci siano mulattiere».
In merito alle accuse lanciate ieri dal vicesindaco ai balneatori, rei di ‘essere abituati a lavorare senza rispettare le regole’, specie in riferimento al ‘caso’ rifiuti, i balneatori hanno ribadito di «respingere accuse infondate e gratuite: oggi balneatori che fanno anche 2-300 coperti al giorno si ritrovano a dover operare con un solo cassonetto per la raccolta dei rifiuti alimentari; per la raccolta delle tonnellate di carta prodotte ogni giorno, la Attiva ci ha dato un unico contenitore ogni 5 stabilimenti balneari ed è stato inutile, sino a oggi, qualunque richiesta di concedere altri bidoni. Le spiagge libere sono rimaste per settimane sporche dopo le mareggiate di primavera – ha detto Fabio Tiberi, titolare del Lido Beach -, tratti di arenile privi di servizi igienici, di passerelle, di docce, in aperta violazione dell’ordinanza comunale che pure imponeva l’installazione di tali servizi a coloro che si erano aggiudicati la gestione delle aree già dallo scorso anno».
«La realtà – ha detto Clea Rocco, titolare dello stabilimento Lido 186 – è che l’amministrazione ci offende senza sapere di cosa parla. I balneatori hanno sempre collaborato con l’Ente pubblico: per anni abbiamo curato la pulizia delle aiuole antistanti gli stabilimenti, abbiamo bonificato anche le spiagge libere, oggi ci dicono che siamo la rovina della città».
Chiara la richiesta della categoria: «Sollecitiamo l’amministrazione comunale a sospendere temporaneamente il cantiere della pista ciclabile per valutare, eventualmente, la ripresa dei lavori a settembre. E poi chiediamo anche di chiarire quale sarà il futuro viario del nostro litorale».

da PRIMADANOI

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