Pericolo valanghe, 7 morti in Trentino

EMERGENZA IN MONTAGNA
Valanghe, sale a 7 il numero di morti
Recuperati i corpi dei soccorritori sorpresi sulle alture in val di Fassa.
Poco distanti anche i 2 escursionisti
In Alto Adige morto un minorenne

ROMA

valanghe_archivio1Questa mattina alle 9.10 si sono concluse le operazioni di recupero delle salme di Diego Peratoner, Ervin Riz, Alessandro Dantone e Luca Prinot, i quattro tecnici del Soccorso alpino trentino della stazione dell’Alta Valle di Fassa che ieri sono rimaste vittime di una grossa valanga che si è staccata dall’alto in Val Lasties mentre erano impegnati in una ricerca di due dispersi.

Sono stati ritrovati anche i corpi dei due turisti rimasti vittime di una valanga. Alle operazioni di recupero hanno partecipato due elicotteri, rispettivamente dell’Aiut Alpin Dolomites e di Trentino Emergenza. Le operazioni di ricerca sono state compiute da circa quaranta uomini del Soccorso Alpino, dalle unità cinofile del Soccorso alpino e della Scuola Alpina della polizia di Stato di Moena. Hanno partecipato anche i carabinieri e i vigili del fuoco di Canazei.

Nel pomeriggio di ieri una slavina aveva travolto in Alto Adige, vicino Solda, tre ragazzini tedeschi: un 12enne è morto sotto la neve, salvo il fratello, in ospedale l’amico. I tre, tutti minorenni, erano andati con il loro snow board fuori pista, ma su un sentiero già tracciato, una scorciatoia poco lontano dalle vere e proprie piste nei pressi di Malga Madriccio – spiega il soccorso alpino della stazione di Solda – quando sono stati travolti da una slavina, oltre quota 3000. Non avevano alcun sistema di rintracciamento, quindi sono stati trovati dopo un po’ di tempo – spiegano i soccorritori – attraverso l’uso delle sonde. Il 12enne è stato trovato sepolto sotto la neve già privo di vita, il fratello poco più grande è rimasto invece illeso e sta bene, mentre l’amico è stato portato privo di conoscenza in elicottero all’ospedale di Bolzano dove i medici sperano di salvarlo.

L’appello del Soccorso Alpino Italiano rivolge a tutti coloro che si trovano nelle località turistiche è quello di evitare tutte le uscite in montagna, sia si tratti di escursioni con le ciaspole sia in caso di fuori pista. «Il rischio su tutto l’arco alpino ed in particolare su Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia – dicono dal Cai – è molto elevato, al livello 4 tendente al 5», cioè il massimo sulla scala di rischio. Una situazione che, almeno in Trentino, c’era anche oggi e che, sottolineando dal Cai, era stata ampiamente annunciata. «Purtroppo – dicono al Cai – noi dobbiamo intervenire anche se le condizioni sono proibitive quando c’è un allarme. Ed è quello che abbiamo fatto stasera. La squadra di soccorritori era composta da guide ed istruttori, gente espertissima, che è stata costretta ad intervenire nonostante il rischio indicato fin dalle prime ore della mattina fosse massimo».

da LA STAMPA

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