Parigi contro i “Cataphiles”, gli amanti del sottosuolo

Parigi, il prefetto dice basta al turismo clandestino del sottosuolo
Aumenta di giorno in giorno il numero dei «cataphiles», gli appassionati di catacombe, bunker e resti dimenticati. Ma è illegale, e dalla questura scattano le multe

di Alberto Mattioli

parigi_cataphilesSi scoprono le catacombe e purtroppo non si levano i morti (sarebbe troppo anche per Parigi, una città dove succede di tutto e di più) ma i turisti, anzi quella razza particolarissima di appassionati cui della vecchia città piace più quel che c’è sotto il livello stradale di quel che c’è sopra.

Ovviamente non parliamo delle escursioni organizzate e «legali» nel sottosuolo di Parigi, ben note a tutti: dalla Catacombe «ufficiali» (ingresso da place Denfert-Rocherau) ai non meno ufficiali – e ripulitissimi a uso turistico – «Egouts», le fogne (da place de la Résistence, accanto al Pont de l’Alma). No: qui si tratta delle visite clandestine a opera dei cosiddetti «cataphiles»: si stima che gli habitués siano circa 300, che hanno a disposizione altrettanti chilometri di sottosuolo di varia gradevolezza. Ora, l’hobby magari è appassionante ma certamente è anche proibitissimo.

Un decreto del prefetto di Parigi del 2 novembre 1955 vieta le gite sottoterra e, di aumento in aumento, attualmente la multa può arrivare fino a 135 euro. Soltanto lo scorso anno, i poliziotti del Gip, alias Groupe d’Intervention et Protection, volgarmente detti «cataflics», hanno verbalizzato circa 50 persone.

Di più: l’abitudine di andare a spasso sotto le strade dove lo fanno tutti è in crescita. Bastano un po’ di coraggio (o di incoscienza) e di faccia tosta: si solleva un tombino e giù, nelle viscere della terra, che peraltro i frequentatori abituali conoscono bene (esiste anche, pare, un gran traffico di mappe clandestine). Giorni fa, un’assessora del VI arrondissiment ha anche fatto un passo ufficiale, allertata dagli ambulanti del mercato dell’avenue Raspail, uno dei più animati di Parigi. Costoro si lamentano dei «cataphiles» che sbucano improvvisamente dai tombini (l’avenue Raspail è un classico punto di partenza e, si spera, anche di ritorno) e spaventano i clienti. I controlli sono stati rafforzati e tutto è tornato, più o meno, nell’ordine.

Sotto, in realtà, non ci sono soltanto topi e fango, impressionanti gli uni e l’altro. La Parigi sotterranea non è meno «piena» di quella alla luce del sole. Ci sono le catacombe vere e proprie, con tutti i loro teschi ordinatamente impilati. Ci sono i resti di molti morti della Rivoluzione, per esempio le vittime dei «massacri di settembre» come i religiosi del convento dei Carmes. Ci sono tracce dell’assedio del 1870 e della Comune. E, venendo a tempi più recenti, i rifugi antiaerei e i bunker tedeschi della Seconda guerra mondiale, le stazioni e i condotti dimenticati o chiusi della metropolitana, un nascondiglio della Resistenza e perfino, pare, un rifugio antiatomico ministeriale mai usato (e per fortuna).

E’ un mondo sotterraneo, affascinante e un po’ inquietante, dove è vivamente consigliato di non avventurarsi con leggerezza né da soli o mal equipaggiati. Per chi sa quello che fa, invece, l’avventura è intrigante. E, mal che finisca, costa solo 135 euro.

da lastampa.it

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