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Parigi il Buddha Bar si trasforma in hotel

Dormire a ritmo di lounge. Il Buddha Bar diventa un hotel
Il famoso locale di Parigi sceglie di contrastare la crisi con l’apertura di “una nicchia fra un hotel-boutique e un palace: 56 camere di cui 21 suite in stile rigorosamente orientale

Alberto Mattioli

parigi_buddha_bar_hotelA Parigi, decisamente, è di moda dormire all’orientale. Dopo lo Shangri-La e il Mandarin, i due «palace» (al di là delle cinque stelle) che hanno rivoluzionato il panorama dell’hôtellerie di lusso cittadina, la prossima inaugurazione sarà quella del Buddha-Bar Hôtel.

Non è solo un nome, ma una griffe. Tutto nasce dal mitico locale della rue Boissy d’Anglas, che dalla metà degli Anni Novanta è diventato uno di quei posti dove bisogna andare almeno una volta nella vita.

L’enorme sala dominata dalla gigantesca statua del Buddha è una via di mezzo fra un ristorante fusion tendenza orientale (ma un po’ in ribasso, almeno a giudicare dall’ultimo assaggio), un bar, un lounge e una filosofia di vita. Con le celebri «colonne sonore», fusion anche loro, che hanno avuto anche un’autonoma e fortunata vita discografica.

Adesso il modello si declina come albergo, anzi «una nicchia fra un hôtel-boutique e un palace», spiega al «Figaro» il futuro direttore, Loïc Le Berre. In effetti il futuro Buddha-Bar Hôtel sarà un grande albergo, ma non un albergo grande (e nemmeno proprio, si immagina, alla portata di tutte le tasche): 56 camere di cui 21 suite, sistemate attorno a un giardino interno, ovviamente zen.

I lavori al 4, rue d’Anjou, poco lontano dal Buddha-Bar «originale» e appena svoltato l’angolo della chicchissima rue du Faubourg-Saint-Honoré, tempio dello shopping, sono già iniziati.

Per gli happy few ci saranno un hammam, una palestra, un ristorante, il «Vraymonde» (nelle antiche scuderie del palazzo) e un bar, il «Q4tre», descritto come «giapponizzante».

L’idea è di replicare il successo dei due Buddha-Bar Hôtel già aperti, uno a Praga e l’altro a Budapest.

Anche l’arredamento sarà rigorosamente orientale. Tarja Visan, cofondatrice con Raymond Visan del Buddha-Bar (e di molti altri locali parigini di tendenza, come il Barfly o il Barrio latino), racconta che la mascotte protettrice del luogo sarà un dragone dorato che si stenderà, enorme, sul pavimento della lobby. Previsti anche colori caldi, legni esotici scuri, lacche rosse, lanterne cinesi (pure rosse, si suppone) e altre cineserie.

L’Asia è alla moda, la Cina sempre più vicina, il mondo sempre più piccolo e il lusso alla francese di una volta deve rinnovarsi o perire, come dimostra la chiusura del Ritz per un radicale ammodernamento. Il Buddha-Bar Hôtel aprirà a metà aprile.

da lastampa.it

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