Il caso della Palazzina di Caccia di Stupinigi

Stupinigi off-limits per le guide turistiche
Apre in pompa magna la Palazzina di Caccia, ma restano alcuni nodi gestionali irrisolti. La denuncia degli operatori:“Prima ci formano e poi non ci permettono di lavorare”

La Palazzina di Caccia di Stupinigi riapre i battenti: tutti benvenuti, o quasi. A guardarla da fuori restano le guide turistiche formate e abilitate dalla Provincia con i loro gruppi di visitatori, perchè ad accompagnare questi ultimi lungo il percorso dell’ala di levante della Palazzina, per ora l’unica accessibile, pare saranno solo le guide reclutate internamente alla Palazzina stessa.  La notizia è stata data il 4 novembre scorso dall’ufficio turistico provinciale Turismo Torino e ha lasciato gli esclusi dapprima increduli poi indignati e desiderosi di risposte.

«Perché – dicono le guide abilitate – la situazione è paradossale: la stessa Provincia che ci forma e ci rilascia un’abilitazione ufficiale poi ci impedisce di esercitare la nostra professione». Il loro sconcerto cresce se si considera che il restauro e la riapertura sono stati possibili non solo grazie a fondazioni bancarie e finanziatori privati, ma anche a un ingente contributo pubblico: tre sono i milioni stanziati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, mentre la Regione Piemonte ne ha investiti più di cinque. Le guide, che rivendicano la possibilità di esercitare il loro ruolo dopo aver superato le prove previste dalla legge regionale 33/2001 e chiedono di farlo all’interno di Stupinigi come già accade negli altri musei e palazzi del Piemonte, hanno portato il problema all’attenzione di Cristiana Maccagno, Vicecommissario della Fondazione Ordine  Mauriziano,  proprietaria della Palazzina. O sarebbe meglio dire che hanno tentato di farlo,  in occasione della conferenza stampa di presentazione del 18 novembre,  ma hanno dovuto arrendersi di fronte a un secco «non è questa la sede giusta per discutere degli aspetti gestionali».

Dopo aver lanciato una petizione, le guide escluse hanno preso contatto con gli assessori regionali Michele Coppola – assente alla conferenza nonostante fosse segnalato tra gli ospiti – e Alberto Cirio, con il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, il quale ha promesso di inoltrare la richiesta all’assessore competente in breve tempo, e con lo stesso governatore Roberto Cota. A quest’ultimo hanno contestato soprattutto il fatto che se Stupinigi deve essere, come lui stesso ha detto proprio durante la presentazione alla stampa, un «volano di sviluppo turistico per il nostro territorio», non c’è nessuno che possa lavorare meglio di un professionista che quel territorio, con tutto il suo patrimonio storico e artistico, lo conosce bene.

da LOSPIFFERO.COM

 

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