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Turismo nello Spazio

terra-spazio Al via anche in Italia il turismo spaziale e già due nostri connazionali starebbero per entrare nelle liste dei provetti astronauti, pronti a indossare la mitica tuta che si porta nello spazio.

Ad anticiparlo all’ADNKRONOS è Luigi Aulisio, il primo agente italiano di turismo spaziale, business development di Virgin Galactic (gruppo Virgin Usa) la società statunitense di viaggi spaziali cui fa capo la Your Private Italy, l’agenzia di viaggi suborbitali italiana con base a Salerno.

Aulisio presenterà l’offerta italiana di turismo spaziale questa mattina al ‘Sat Expo Europe 2009’, in svoglimento alla Nuova Fiera di Roma, fino a domani. “Ci sono già due clienti italiani, ma i nomi sono top secret – afferma ancora Aulisio – decisi a comprare il biglietto da 200mila dollari che, se si paga una percentuale in più, prevede anche una priorità nella lista di imbarco. Ma – assicura – se si rinuncia al viaggio tutto viene rimborsato”.

Il viaggio nello spazio dura in tutto due ore e mezzo per raggiungere una distanza di 120 chilometri da terra. I futuri turisti spaziali potranno guardare dal silenzio dello spazio per cinque minuti il loro pianeta, realizzando così uno dei sogni più ambiti dell’uomo.

Ad oggi sono circa 250 i passeggeri che hanno già confermato e pagato il biglietto per questo inedito ‘safari’ nello spazio e il primo volo è previsto nel 2010. ( continua )

da Adnkronos, IGN

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WASHINGHTON (Reuters) – Il Tesoro Usa metterà a disposizione del settore della componentistica e delle forniture per il comparto auto 5 miliardi di dollari.

Lo dice una fonte spiegando che le risorse di sostegno del governo al comparto arriveranno attraverso le case costruttrici di auto.

Il piano di aiuti inizierà ad essere effettivo tra poche settimane aggiunge la fonte.

Volano sulla notizia i titoli del settore: Lea Corp balza di quasi il 100%, American Axle del 60%, Arvinmeritor del 40%. Tra gli altri Tenneco +71% e Trw Automotive del 28%.

L’indice Dow Jones del comparto auto e componenti balza di oltre il 4%.

D’altronde se le case automobilistiche non pagano i propri fornitori ci pensa lo Stato.

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