Ombrelloni in spiaggia sempre più vicini

ombrelloniVicini d’ombrellone troppo vicini

Mentre la popolazione cresceva, lo spazio utile sulla sabbia è diminuito vertiginosamente, perché nel frattempo abbiamo cementificato senza vergogna a un metro dalla battigia. Risultato? Dalla sdraio non si vede più il mare

Sembra, pare, si dice che quest’anno il mare sia una delizia. Raccontano quelli delle prime file, quando la sera risalgono dalle loro prestigiose postazioni, che l’acqua, laggiù, sia sempre più invitante. Meno inquinamento, poche meduse, niente mucillaggini. Il popolo di retroguardia, ombrellone vista parcheggio, ascolta incantato i racconti di questi luoghi bellissimi, che sogna tutto l’anno, che forse un giorno riuscirà persino a vedere con i propri occhi. Purtroppo, l’impresa si fa di anno in anno sempre più difficile.

L’Italia del ceto medio, che non può permettersi lo yacht per raggiungere insenature defilate e neppure gli stabilimenti wellness a cinque stelle, si ritrova anche in questo agosto 2010 sempre più «ottimizzata», secondo un criterio di sfruttamento intensivo degli spazi che rende incantevole il soggiorno soprattutto a chi lo vende.
La tendenza non conosce rallentamenti: siamo sempre più accatastati. Dalla Liguria alla Romagna, passando per le isole e per i litorali laziali, le vedute dal satellite segnalano ombrelloni sempre più vicini e umanità sempre più compressa. È anche una legge fisica: nonostante i piagnitesi sulla bassa natalità, siamo più di sessanta milioni. E le spiagge sono sempre le stesse di cinquanta e duemila anni fa. Anzi, chiedo scusa e rettifico: mentre la popolazione cresceva, lo spazio utile in spiaggia è diminuito vertiginosamente, perché nel frattempo abbiamo cementificato senza vergogna con villini e casermoni a un metro dalla battigia.

Guardati Italia, guarda come ti sei ridotta. Ormai abbiamo esteso ai luoghi e ai tempi del riposo i ritmi e i costumi della civiltà metropolitana. Densità di Calcutta, promiscuità coatta, e tanto, tantissimo rumore. Amabili persone che telefonano ovunque e diffondono in dolby stereo i casi propri. Mamme che cambiano pannolini con tutti i colori dell’«Esorcista». Il ragioniere saccente che tiene il suo pistolotto politico con il geometra di tre file più in là. E quelli che si ostinano a giocare con le battilarde in due metri quadri, perizoma rosa e tatuaggio satanico sulle scapole, scopo esibizionismo spinto. E le signore che passeggiano in branco per bruciare la cellulite, anche se per bruciare quella cellulite non basterebbe il lanciafiamme… Comunque, buona vacanza Italia.

Ci sono famiglie che vivono abitualmente in quartieri tranquilli e in appartamenti ariosi, improvvisamente è facile ritrovarle incastrate nel pieno di un’infernale bolgia estiva. Ferie attese tutto l’anno. Le madri hanno perso parecchio tempo nelle agenzie di viaggi per trovare il posto giusto. Mare pulito, buon albergo, ottima cucina. Rieccole alla prova dei fatti, le famiglie italiane che hanno pensato per tempo la vacanza da sogno. Eccole alla catena di montaggio. Al Bagno Giangi non manca niente: a sinistra l’angolo delle attività intelligenti per i bambini, a destra l’angolo wireless per avere sempre Internet a portata di mano, al centro l’angolo dei massaggi e volendo anche dei tatuaggi. E il locale wow per l’happy hour, e la saletta del poker elettronico, e la vasca per l’idromassaggio (al mare?!), e persino la tettoia in vimini per ombreggiare lo spinning. C’è veramente tutto. Ma ci sudiamo addosso, perché ci stringono sempre di più. Laggiù, oltre la selva degli ombrelloni, oltre l’ammasso di carne umana, raccontano alcuni che esista persino un’immane quantità di acqua salata, che ciclicamente s’infrange sulla costa. I più fortunati riescono ancora ad arrivarci, ma non è da tutti. Del mare, ormai, si parla per sentito dire.

Chi ce lo fa fare? Ci piace dire: l’idea di partire. Di cambiare. Di staccare. Ma non ne siamo più capaci. Verrà il giorno che da Milano o da Roma la strada verso il mare non distinguerà tra la fine della città e l’inizio dell’amena località balneare. In spiaggia i dinamici bagnini ci aspetteranno con la grande novità dell’estate: soccia, quest’anno al Bagno Giangi abbiamo ombrelloni al secondo e al terzo piano. Al superattico costa qualcosa in più, ma c’è una vista da svalvolare, soccia… A noi sembrerà molto bello. Neppure sentiremo più l’esigenza di bagnare i piedi nel mare. Proveremo l’ebbrezza del catino, cinque euro al giorno, acqua come di mare, perfettamente uguale.

di Cristiano Gatti da ilgiornale.it

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