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Occupazione nel settore del turismo sempre più in calo

“Turismo, settore allo stremo”. L’allarme di Federalberghi
Occupazione ancora in diminuzione
Il presidente Bocca: «Se governo e Parlamento non intervengono, si rischia un micidiale tracollo»

turismo_lavori_peggioriIl turismo italiano è «allo stremo» e se governo e parlamento non intervengono «non solo il settore ma l’intera economia nazionale rischia un micidiale tracollo». È l’allarme lanciato dal presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, secondo cui la scienza di una politica turistica sta mettendo in ginocchio le aziende. Il saldo tra nuove aperture e chiusure di imprese ricettive nel 2012 è pari a -811 unità e il Rev Par (fatturato per camera) ha segnato l’anno scorso un calo dell’1,2 per cento mentre in Europa cresceva del 4,8 (con un gap quindi pari al 6%).

Aprendo la 63esima assemblea della Federazione Benabo’ Bocca ha ricordato Edoardo Bongiorno, l’albergatore di Lipari che si è ucciso schiacciato dalla crisi: «La difficoltà – ha detto – sta diventando disperazione». Le richieste avanzate da Bocca al futuro governo sono di creare un ministero per il Turismo con portafoglio, modificare l’art. 117 della Costituzione per ridare allo Stato la competenza in materia turistica, rivedere l’imposta di soggiorno, dotare consolati e ambasciate di sportelli dedicati per facilitare il rilascio dei visti turistici soprattutto nei Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) inoltre, trasformare l’Enit che finora ha avuto «fondi scarsi e missione confusa» in società per azioni a capitale pubblico capaci di svolgere attività promozionale anche sul mercato domestico.

Secondo Federalberghi, infatti, ad affossare il settore è la continua flessione della componente italiana che vale il 56 per cento della domanda turistica: nel primo trimestre 2013 italiani fanno segnare un -4,4 per cento andamento dei pernottamenti, contro il +3,7 degli stranieri per una flessione complessiva dell’1% i turisti stranieri quindi continuano ad arrivare ma le performance del settore restano al di sotto della media mondiale. La mancanza di investimenti in infrastrutture e culture, la carenza di politiche di sistema, la scarsa sinergia con il mondo bancario sta di anno in anno – secondo gli albergatori – facendo scivolare l’Italia nella classifica mondiale di cui un tempo era leader”.

da lastampa.it

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