Occhio la Beffa dei Last Minute

Ferie, la beffa dei last minute
VACANZE DA INCUBO. Nell’ultimo anno le segnalazioni per i viaggi rovinati sono aumentate nel Vicentino del 25%. Centinaia di proteste alle associazioni del consumatori o alle forze dell’ordine. «I servizi sono inferiori a quanto firmato»

Una invitante spiaggia a Marsa Alam, località turistica sul mar Rosso, in Egitto. FOTO ARCHIVIO
Spesso sono attese per un anno intero, qualche volta anche di più. Quando arrivano, poi, passano sempre troppo in fretta. Per qualcuno, però, non passano mai: e sono sempre di più, nel Vicentino, coloro che si dicono poco o per nulla soddisfatti delle loro vacanze. Sono infatti aumentate del 25 per cento nell’ultimo anno le segnalazioni dei vicentini ai vari enti che si occupano di tutela del turista, a partire dalle associazioni dei consumatori per passare per telefono Blu e per finire con le forze dell’ordine. Considerando il passato, sono raddoppiate dal 2008, mettendo a confronto lo stesso periodo. Ad oggi, circa 600 persone della provincia berica hanno già chiesto aiuto.
LAST MINUTE. Una delle “emergenze” emerse in questi ultimi mesi riguardano la cosiddetta congruità delle offerte last minute. Si tratta di un servizio oramai molto diffuso, e che prevede che chi prenota all’ultimo momento (uno/due giorni prima della partenza) abbia diritto ad un forte sconto rispetto al prezzo del viaggio. Il motivo? Perchè sostanzialmente copre gli ultimi posti liberi di un viaggio organizzato. In verità, in base a quanto emerge da decine di segnalazioni, il “last minute” non è una vacanza come tutte quelle di coloro che hanno prenotato per tempo. Il servizio dato a chi ha prenotato per ultimo è scadente rispetto agli altri e soprattutto – e qui sta il problema – la realtà è diversa da quanto era stato patteggiato prima della partenza.
ALL INCLUSIVE. Uno dei problemi maggiori riguarda il servizio all inclusive (tutto compreso). Si paga di più ma in albergo, nel villaggio, sulla nave da crociera cibi, bevande e servizi sono gratuiti. Per molti non è così. «Sono andato una settimana a Cuba in un villaggio. All’agenzia ho pagato 95 euro in più per questo servizio. In realtà – racconta Alberto S., 45 anni, della città – qui è tutto a pagamento e non mi hanno nulla, neanche un bicchier d’acqua, se non lo pago». Com’è possibile? Secondo gli operatori perchè i tour che gestiscono molti villaggi non riconoscono questa opportunità. Ma perchè farla pagare, allora?
INTERNET. Le beffe maggiori sono però quelle che si prendono su internet. Il motivo è che dietro un’agenzia, un tour, un’organizzatore di viaggi virtuale, spesso si celano dei malfattori. E pertanto sono frequenti le denunce per viaggi aerei che non esistono, alberghi che non sanno nulla della prenotazione, case vacanze affittate a decine di persone diverse la stessa settimana, traghetti che non partiranno mai. Una famiglia di Lonigo ha segnalato che non c’era nulla di vero e di reale in quanto aveva comprato da un sedicente tour operator in relazione ad una vacanza di due settimane lungo la costiera Amalfitana: 2200 euro versati a chissà chi per nulla. Uno studente della città ha invece accertato, prima di partire, che la famiglia di Dublino che doveva ospitarlo non c’è: non esiste neanche la via.

Diego Neri da ilgiornaledivicenza.it

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